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gio 14 giu 2012 11:34 ~ ultimo agg. 00:00
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“Il dipartimento delle finanze ha approvato il decreto applicativo sull’Imu solo il 18 maggio – racconta Paolo Conti, presidente dei Caf Acli, alla trasmissione Tempo Reale – e solo dal 21 maggio abbiamo potuto cominciare la distribuzione delle deleghe. Tenendo conto che questo è un provvedimento che tocca 32milioni di italiani si può ben capire quali problemi ci sono stati. Solo nella provincia di Rimini abbiamo gestito oltre 20mila pratiche ma in un tempo troppo limitato. Circa il 50% sono quelli che hanno solo l’abitazione principale, quelle che dal 2008 non pagavano più l’Ici.”
. Quali sono le preoccupazioni dei cittadini che si rivolgono al Caf?
“Quando si cambia nome ad un’imposta il primo problema è quanto sarà l’importo. L’Ici negli anni si era più o meno stabilizzata mentre con l’Imu sono cambiati i parametri e l’ammontare è diventato un’incognita. E si deve anche tenere conto che si torna a pagare sulla prima casa”.
. Negli ultimi giorni, con l’avvicinarsi della scadenza, sono aumentate le persone agli sportelli Caf Acli?
“L’afflusso è stato in massa. Basta pensare che con l’Ici, che riguardava una platea più limitata di persone visto che era esclusa la prima casa, avevamo un tempo molto più lungo per la distribuzione e il calcolo del tributo perché i comuni dovevano fare le delibere con le aliquote entro il 28 di febbraio, termine poi slittato al 30 marzo. Ai primi di aprile al massimo si era in grado di calcolare il tributo sia per prima che seconda rata. Quest’anno siamo arrivati invece alla fine di maggio, con una platea più vasta e non siamo neppure in grado di calcolare la seconda rata perché i comuni hanno tempo fino al 30 settembre per determinare le aliquote o modificarle.”
. Quale il sentimento generalizzato tra i cittadini che si sono rivolti ai Caf?
“La sensazione più diffusa è stata l’incertezza sull’ammontare da pagare. Il gioco preferito negli ultimi mesi è stato il tentativo di calcolare l’Imu: c’è chi è arrivato da noi pensando di dovere pagare 10 e invece si è trovato a pagare 1 mentre altri pensavano di dover sborsare 1 e invece hanno dovuto pagare 5. Succede sempre così quando nasce un tributo nuovo.”
. La scadenza è il 18 giugno, cosa accade se ci si dimentica?
“Niente di grave. Vale l’istituto giuridico del ravvedimento operoso che prevede di versare il tributo dovuto anche dopo la scadenza con delle piccolissime sovrattasse. L’importante è ricordarsi di pagarla almeno entro dicembre.”
. Esiste qualche comune che ha deciso di non applicare l’Imu sulla prima casa?
“Si contano sulle dita di una mano. Si tratta di alcuni comuni del nord Italia che, avendo altre tipologie di entrate, hanno predisposto esenzioni pari al valore dell’imposta. Tra queste c’è anche un comune confinante con la provincia di Rimini: si tratta del comune di Sogliano sul Rubicone che praticamente sulla prima casa non farà prelievi.”

Newsrimini.it

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di Andrea Turchini
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