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Nucleare si o no? On line la puntata di Diritto e Rovescio

In foto: Energia nucleare si o no? In vista del referendum del 12 giugno e di quanto accaduto in Giappone il tema è stato affrontato nella scorsa puntata della trasmissione di Icaro Tv, "Diritto e Rovescio, dalla parte dei consumatori".
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ven 1 apr 2011 08:55 ~ ultimo agg. 00:00
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A discuterne il professor Fausto Bersani, Mauro Bulgarelli del comitato “Sì alle Rinnovabili, No al Nucleare” e il coordinatore comunale del PdL, Oronzo Zilli.
Nel corso della trasmissione saranno proposte anche interviste ai deputati di Pd e PdL, Elisa Marchioni e Sergio Pizzolante, a Chicco Testa, a Beppe Grillo e a Mauro Stambazzi, direttore dell’Arpa di Rimini.

– La puntata sull’energia nucleare

La storia del nucleare in Italia

Lo sfruttamento dell’energia nucleare in Italia ha origini lontane. Nonostante infatti le restrizioni legate alle conseguenze della seconda guerra mondiale, la decisione di costruire la prima centrale elettronucleare fu presa dopo la conferenza “Atomi per la pace” di Ginevra. Era il 1955. Nel corso degli anni sessanta sul territorio nazionale esistevano tre impianti di prima generazione: al primo realizzato a Latina nel ’63 seguirono quello di Sessa Aurunca e di Trino. Le tre centrali contribuivano mediamente per il 3-4% al fabbisogno energetico nazionale. Il primo gennaio 1970 iniziò la costruzione della quarta centrale, quella di Caorso nel piacentino. Nel 1975 col varo del primo Piano Energetico Nazionale il Governo puntò sullo sviluppo nucleare e vennero proposti nuovi siti per le centrali. Il 1º luglio 1982 fu messa in cantiere quella di Montalto di Castro ma l’incidente di Černobyl’ del 1986 portò l’Italia a indire l’anno successivo tre referendum nei quali l’80% degli italiani disse no al nucleare. Nonostante i referendum non imponessero la chiusura delle centrali esistenti, tra il 1988 e il ’90 i Governi Goria, De Mita e Andreotti posero fine all’esperienza elettronucleare italiana. Il resto è storia recente: l’intenzione dell’attuale governo di puntare nuovamente sul nucleare, il referendum in programma a giugno e la tragedia giapponese. Ce n’è abbastanza per fermarsi a riflettere.

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