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Tagli 5 per 1000, volontario a rischio. Politici e associazioni rilanciano allar

In foto: Il taglio del 75% alle risorse del 5 per mille è un duro colpo per le numerose associazioni di volontariato riminesi. A ribadire l'allarme è la Provincia.
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ven 26 nov 2010 12:35 ~ ultimo agg. 00:00
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Nel 2010, erano presenti 178 organizzazioni di volontariato, delle quali il 43,8 per cento ha chiesto di poter accedere ai contributi del 5 per mille.
Per l’Assessore provinciale ai Servizi sociali Mario Galasso «si tratta di un dato significativo, che denota la capacità del nostro territorio di agire all’insegna dei principi fondamentali della solidarietà. La riduzione compiuta dalla Commissione Bilancio della Camera – prosegue Galasso – assume un duplice valore, sia simbolico sia pratico: innanzi tutto evidenzia la mancanza di attenzione per le innumerevoli realtà che operano nel territorio in ambiti importanti per la vita sociale e culturale dei cittadini; in secondo luogo i tagli rischiano fortemente di compromettere lo sviluppo e il consolidamento della sussidiarietà sociale, mettendo un freno alle organizzazioni no-profit già attive a quelle in procinto di nascere».
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La banca Eticredito e alcune onlus del territorio lanciano l’invito ad aderire alla campagna nazionale contro i tagli, lamentando inoltre il ritardo dei fondi attesi per gli anni scorsi:

Ripristinate i fondi del 5 per mille!

Eticredito, insieme ad associazioni e terzo settore per chiedere il ripristino dei fondi del 5 per mille. Aderisci all’appello.

Ad oltre 5 anni dalla sua istituzione, il 5 per mille non solo non è diventato una legge fiscale dello Stato italiano (a differenza di quanto è successo in altri 12 Paesi europei), ma nella Legge di Stabilità ora all’esame della Camera dei deputati, la copertura per la misura sperimentale è stata drasticamente decurtata da 400 a 100 milioni di euro.

E’ del tutto condivisibile la forte e ferma protesta delle associazioni e l’appello ‘Io non ci sto’ lanciato da Emergency, Libera, Medici senza Frontiere, Save the Children, Amnesty International, affinché vengano ripristinate le somme previste relative al fondo per il 5 per 1000, riportandole almeno allo stesso importo
del 2010.

Con questa manovra si decurtano del 75% le già esigue risorse di uno strumento di vera sussidiarietà scelto l’anno scorso da oltre 15 milioni di contribuenti – dice Massimo Manduchi, dirigente di Eticredito –
Ora, ai clamorosi ritardi nell’erogazione di queste somme (ad oggi le associazioni hanno ricevuto i fondi relativi alla dichiarazione dei redditi 2008), si somma l’incertezza sul futuro e sul destino di tanti progetti e di piccole associazioni che contano su quei fondi per poter portare avanti la loro attività.
Questa manovra penalizza soprattutto le piccole associazioni, cooperative sociali, istituti di ricerca ed ONG che erogano importanti servizi sociali anche nel nostro territorio.
Sono le stesse realtà che Eticredito sostiene attraverso linee di credito dedicate (come ad esempio il servizio di anticipo dei fondi del 5 per mille o dei crediti verso gli Enti Pubblici) e con le quali ci sentiamo in dovere di unirci nel chiedere il ripristino dei fondi del 5 per mille.”

Una di questa è Cittadinanza Onlus, associazione riminese che si occupa di servizi alle persone con
disturbi mentali con difficoltà di accesso alle cure e alla riabilitazione. I fondi del 5 per mille servono per sostenere l’attività dei centri di assistenza a bambini disabili in India e l’organizzazione del meeting internazionale sulla salute mentale che si tiene a Rimini. I tagli portano disagi anche ad un’altra realtà del nostro territorio, l’associazione Figli del Mondo che destina i ricavati del 5 per mille per promuovere la responsabilità sociale tra le imprese riminesi e per alimentare il Fondo di Solidarietà a sostegno di progetti di associazioni non profit riminesi che si impegnano per contrastare il disagio minorile.
Penalizzata anche la cooperativa sociale Ippogrifo che si occupa di Ippoterapia e Pet-Therapy che vedrà ridotti i fondi per le sue attività educative e di riabilitazione.
Questi sono solo alcuni esempi di realtà associative e progetti penalizzati. Per questo chiediamo la rimozione del tetto dei 100 milioni per il 5 per mille, ripristinando – nella legge di stabilità – lo stanziamento previsto per l’anno scorso.

Per sostenere l’appello a non ridurre i fondi del 5 per 1000 vai su www.iononcisto.org oppure su
www.forumterzosettore.it.
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Sui tagli interviene anche Andrea Gnassi del PD, candidato alle primarie del centrosinistra:
“Il volontariato è un pilastro di una città con l’anima, bisogna uscire dalla retorica sull’importanza del suo ruolo. Ciò significa credere che dal volontariato, dalle associazioni, sino alle cooperazione sociale, possano venire soluzioni e idee per fornire servizi pubblici: dall’assistenza, agli asili, alla manutenzione. Molto spesso – spiega Gnassi – è la rete di mille protagonisti riminesi che sa quali sono gli interventi e le azioni che si possono e devono svolgere nei diversi settori, in modo più efficiente e puntuale. Propongo che una serie di servizi pubblici possa essere svolta dall’associazionismo e dal privato sociale. Questo è il cambio culturale, matrice o motrice di un vero cambiamento nel rapporto tra il Comune e il mondo del volontariato. Mi aggiungo alle forze politiche e alle associazioni di volontariato – conclude Gnassi – nell’accorato appello al Governo perché ritorni sulle sue scelte, affinché venga rispettata la volontà dei cittadini contribuenti nel richiedere con forza che vengano ripristinati almeno i 400 milioni dell’anno precedente”.