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Rimini

A Fondazione San Giuseppe e Onlus San Patrignano il Sigismondo d'Oro

In foto: Il sindaco Alberto Ravaioli e la Giunta Comunale hanno deciso di assegnare il Sigismondo d'Oro 2010 alla Fondazione San Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile e alla Comunità di San Patrignano ONLUS.
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mar 30 nov 2010 17:12 ~ ultimo agg. 00:00
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Per la Fondazione San Giuseppe il coronamento delle recenti celebrazioni del centenario.
Per San Patrignano un riconoscimento ufficiale dalla città che, invece, con il fondatore Vincenzo Muccioli ha avuto a lungo un rapporto controverso.
La consegna, come da tradizione, in una cerimonia nei giorni precedenti il Natale.

“In un momento non facile come quello attuale, segnato da una crisi economica che rischia di accentuare sempre di più i contrasti e le divisioni sociali, è più che mai importante riaffermare i valori della solidarietà, della coesione, dell’aiuto reciproco, del dono e della gratuità – spiega il sindaco Alberto Ravaioli -. Con la consegna della massima onorificenza civica intendiamo riconoscere e premiare il lavoro di due importanti realtà impegnate nel settore sociale, la cui attività e le cui ricadute positive hanno valicato da tempo i semplici confini riminesi”.
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La Fondazione S. Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile nasce a Rimini nel 1910 come istituzione “Aiuto Materno per l’assistenza delle madri povere e la protezione della primissima infanzia”. Tra i fondatori, Isabella Soleri, suora di Carità, che all’Aiuto materno donò tutti i propri beni, compreso palazzo Soleri, in Corso d’Augusto, prima sede dell’attività dell’Istituto. Nel 2003 l’Istituto San Giuseppe, anche al fine di onorare la memoria di Suor Isabella Soleri, dei fratelli Guglielmo, Maria e Anna Teresa Bronzetti e del prof. Vincenzo Spazi, fondatori e benefattori, diventa Fondazione S. Giuseppe per l’Aiuto Materno e Infantile.
La Fondazione opera in materia di servizi educativi, socio-assistenziali e socio-sanitari, in stretto rapporto con i servizi territoriali pubblici e le istituzioni private operanti nel settore. La Fondazione non ha scopo di lucro: gli eventuali avanzi di gestione devono essere destinati alla realizzazione della propria missione.
La Fondazione si prefigge di assicurare ai minori di ambo i sessi ed alle ragazze-madri o giovani madri, in situazione di disagio psicologico, morale ed economico, provenienti principalmente, ma non esclusivamente, dalla provincia di Rimini, interventi ed iniziative atti a garantire pari opportunità e diritti sociali, nonché a prevenire, rimuovere o ridurre le condizioni di bisogno e di disagio individuale o familiare derivanti da limitazioni personali e sociali, da condizioni di non autosufficienza e da difficoltà economiche.
La Fondazione comprende due Comunità socio-educative residenziali, una Comunità socio-educativa semiresidenziale, un centro socio-riabilitativo diurno per disabili e un Servizio di accoglienza residenziale di transizione – Gruppo Appartamento. Nel settembre di quest’anno è stata inaugurata Casa San Lorenzo, prima comunità educativo-psicologica a Rimini per il sostegno e recupero delle competenze e delle capacità relazionali di minori tra i 6 e i 17 anni in situazione di forte disagio psicologico.

La Comunità di San Patrignano nasce nel 1978, quando Vincenzo Muccioli, insieme a un gruppo di volontari, accoglie i primi ragazzi in una casa di proprietà della sua famiglia sulle colline di Rimini. Da allora ad oggi ha ospitato circa 20mila persone con problemi di droga, offrendo loro una casa, assistenza sanitaria e legale, la possibilità di studiare, una solida formazione professionale, l’opportunità di cambiare vita e di rientrare a pieno titolo nella società.
Attualmente i ragazzi in comunità sono circa 1.500, la maggior parte dei quali nella struttura principale di Coriano e gli altri nelle sedi distaccate di Novafeltria e Trento. Il nucleo centrale della comunità è composto da 140 operatori volontari, cui si aggiungono 350 tra dipendenti, collaboratori e consulenti, molti dei quali ex tossicodipendenti. La comunità ospita anche 100 bambini figli di ragazzi che stanno svolgendo il percorso di recupero e di operatori, numerosi nuclei familiari e circa 30 minorenni con gravi problemi di disagio e consumo di droghe.
Della struttura organizzativa fanno parte una Fondazione, i cui beni appartengono esclusivamente ai ragazzi di volta in volta accolti, e un consorzio che riunisce tre cooperative sociali senza scopo di lucro, attive nella formazione professionale orientata al pieno recupero e reinserimento sociale. In comunità è attivo un centro medico con 50 posti letto, specializzato nelle malattie correlate alla tossicodipendenza; esistono, inoltre, un centro educativo per i bambini da zero a quattordici anni, strutture abitative, scolastiche e per lo sport, un teatro, un auditorium, 53 laboratori e centri di formazione professionale, un villaggio con 60 villette per le famiglie degli operatori e per i ragazzi che stanno ricostruendo il proprio nucleo familiare.
In questi anni, San Patrignano ha accolto moltissime persone in regime di arresti domiciliari e di affidamento in prova ai servizi sociali, sostituendo più di 3.600 anni di carcere in percorsi riabilitativi orientati al pieno recupero e al reinserimento sociale e lavorativo.

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di Redazione