sabato 19 gennaio 2019
In foto: La "Consulta delle società Scientifiche e delle Associazioni Professionali nel campo delle dipendenze patologiche" contesta i dati ma anche il modo in cui é stata resa nota la ricerca di San Patrignano sugli esiti della permanenza nella comunità.
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gio 29 set 2005 17:10 ~ ultimo agg. 00:00
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La ricerca é stata pubblicata la settimana scorsa per i dieci anni dalla scomparsa del fondatore della comunità Vincenzo Muccioli.
La Consulta chiede agli studiosi che l’hanno condotta di accettare di sottoporla al giudizio di un giurì scientifico anche internazionale.
La Consulta, che rappresenta centinaia di operatori sia del servizio pubblico che di quello privato, precisa di aver avuto notizia della ricerca dalla stampa e di basare le sue
osservazioni sul relativo documento scaricato dal sito web di San Patrignano.
“E’ un modo scorretto di pubblicizzare i dati di una ricerca scientifica – denuncia la Consulta – Così si rischia di illudere e confondere l’opinione pubblica, si getta discredito sulle migliaia di operatori che faticosamente lavorano ogni giorno a risultati che tutti sanno molto più modesti, si rischia di coprirci di ridicolo agli occhi della comunità scientifica internazionale”.
Tra i dati contestati, quello sul numero di persone preso in considerazione dalla ricerca, cioé le 511 persone uscite da San Patrignano nel periodo 2000-2002; e ancora, il fatto che lo studio sia stato presentato in una conferenza stampa e non in un convegno scientifico; ancora, che l’esame tossicologico del capello non rivela se la persona é ancora dipendente da sostanze come le amfetamine, l’alcol, gli allucinogeni e altre.
Infine, che gli “esiti positivi” siano stati calcolati solo su una parte di quei 511, cioé 287 persone. (Ansa)

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