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Un protocollo pubblico-privato per rilanciare il territorio e le sue imprese

EconomiaProvincia

6 settembre 2004, 11:12

in foto: Pubblico e privato si alleano per rilanciare l'economia locale. La Provincia di Rimini ha firmato un protocollo per lo sviluppo e la competitività nel territorio riminese insieme a Api, Assindustria Rimini, Cgil Cisl Uil Confartigianato Confcooperative, Cna, Lega delle cooperative e Uil. Il testo del protocollo:

PROTOCOLLO PER LO SVILUPPO E LA COMPETITIVITA’
NELLA PROVINCIA DI RIMINI

PREMESSA

Il Protocollo per lo sviluppo e la competitività nella provincia di Rimini trae ispirazione e linee guida dal Patto sottoscritto fra la Giunta regionale, le parti sociali, Unioncamere e gli Enti locali, che per la qualità degli obiettivi e dei contenuti e per la rilevanza dei soggetti firmatari e per la positiva sinergia fra settore pubblico e realtà economica e sociale rappresenta un importante riferimento per delineare il quadro di azione all’interno delle specifiche realtà territoriali della regione.

Il Protocollo, inoltre, nasce attorno all’idea che i grandi rivolgimenti in atto sullo scacchiere europeo stiano proponendo a Rimini ed al suo territorio l’opportunità storica di connotarsi come area leader in Italia ed in Europa non solo grazie alla straordinaria importanza del comparto turistico, ma anche al prestigio del suo settore manifatturiero, interpretando al meglio la propria funzione di “seconda porta” d’accesso dell’ Emilia Romagna.

Rimini, infatti, può offrire un esclusivo contributo all’attivazione di reti di relazioni con quelle aree geograficamente a noi prossime, che costituiscono a tutti gli effetti la “nuova frontiera”: in una regione che svolge una funzione strategica di cerniera tra nord e sud del paese, Rimini, con l’area vasta romagnola, può esercitare un originale ruolo di trait d’union tra le due coste dell’Adriatico e quindi, in senso più esteso, tra bacino adriatico, danubiano e balcanico.

Il processo di allargamento dell’Unione Europea costituisce quindi una grande occasione dal punto di vista delle dinamiche che si aprono sul versante dell’economia, dei mercati, dei processi di integrazione, dello sviluppo economico, della crescita della cultura e dell’economia della conoscenza. Una forte azione di elaborazione, progettazione e di iniziativa dei soggetti economici, sociali, istituzionali, rappresenta la pre-condizione per una efficace strategia di intervento.

Strategia d’intervento che non può prescindere dal fatto che l’asse portante del sistema economico e produttivo riminese è la presenza massiccia di imprese piccole e medie, anche se non mancano significative realtà di maggiori dimensioni.

Quella di Rimini è la provincia dell’ Emilia Romagna a più alta densità di imprese, 1 ogni 9 abitanti. Questo alto tasso di imprenditorialità conferma le caratteristiche genetiche della gente di Romagna, dinamica, intraprendente, responsabile ed attaccata al proprio territorio ed è qui che risiede la chiave del nostro successo, e possono essere la chiave per il rilancio di un’economia in difficoltà non solo per la congiuntura internazionale, ma anche per la mancanza di una politica industriale forte, basata sull’innovazione e la ricerca applicata all’imprenditoria diffusa, in cui parti sociali ed istituzioni concertino le scelte per competere ai massimi livelli nel mercato globale.

Il sistema delle imprese, in collaborazione con le istituzioni pubbliche, Provincia e Camera di Commercio in primo luogo, possono e debbono esercitare quell’indispensabile funzione di propulsione, nell’elaborazione o comunque nella realizzazione di un progetto condiviso di sviluppo concepito per far compiere al “Sistema Rimini” un decisivo salto di qualità all’insegna della modernizzazione, dell’apertura a nuovi mercati e di una maggiore competitività. A tal proposito meritano un particolare approfondimento i seguenti temi:

RICERCA E INNOVAZIONE

La ricerca e l’innovazione sono indispensabili fattori di sviluppo per il tessuto manifatturiero della nostra provincia e l’assenza di misure concrete in questa direzione determina la sistematica perdita di competitività del sistema. D’altra parte il tessuto produttivo riminese è costituito in gran parte da piccole e piccolissime imprese, per le quali è oggettivamente difficile attivare da sole adeguate attività di ricerca.

Da qui l’esigenza imprescindibile di coniugare il rafforzamento strutturale con l’acquisizione di maggiore capacità innovativa e quindi con la necessità di intraprendere un’azione del tutto nuova, tarata sulla peculiarità del territorio riminese e del suo tessuto produttivo.

A tal fine è necessario individuare e promuovere la crescita ed il radicamento di una cultura
della ricerca e dell’innovazione sviluppando le seguenti priorità :

· apertura di un tavolo di raccordo con le Università, gli Enti di ricerca ed avviare una capillare azione informativa verso le PMI sulle relative opportunità di collaborazione;

· incrementare le risorse previste nei bilanci degli enti locali per investimenti su innovazione e ricerca;

· finanziare corsi di alta formazione per figure professionale che siano in grado di promuovere l’innovazione presso le PMI;

· strutturare un’analisi dei fabbisogni sulle innovazioni e sulle potenzialità territoriali che favoriscono processi di integrazione;

· prevedere nei bandi FSE un criterio che premi le aziende che sviluppano innovazione;

· favorire un positivo rapporto con il sistema del credito. Le parti sociali a tal fine assumono l’impegno di aprire un confronto con gli istituti di credito della provincia per richiedere un loro coinvolgimento in progetti di ricerca che aumentino la competitività del sistema.

Le Associazioni datoriali dovranno avviare canali relazionali in materia di ricerca e innovazione tra grandi imprese e PMI.

Le esperienze di certificazione già realizzate e la valorizzazione e la tutela del made in Italy, la progressiva diffusione dei sistemi di certificazione della qualità dei prodotti, devono favorire e supportare le ancora rare esperienze di certificazione ambientale e sociale in un’ottica che tenga conto della contenuta dimensione delle imprese locali.

EXPORT ED INTERNAZIONALIZZAZIONE

Le imprese della provincia di Rimini debbono confrontarsi con uno scenario internazionale sempre più globalizzato e complesso, dove l’affermazione delle PMI è resa ancora più difficile.

E’ importante sviluppare condizioni di aggregazione per formare “massa critica” e fornire quei supporti indispensabili a favorire l’inserimento ed il consolidamento sui mercati esteri.

In particolare le istituzioni competenti dovranno contribuire ad agevolare le nostre imprese nei rapporti con gli organismi pubblici preposti alle relazioni con l’estero; a favorire la partecipazione a mostre e fiere; ad assicurare risorse economiche attraverso finanziamenti per l’internazionalizzazione delle imprese e la cooperazione allo sviluppo.

Una specifica attenzione occorre riservare ai paesi del bacino adriatico e dell’area balcanica, nei cui confronti dovranno essere predisposte politiche d’intervento mirate, che vedano il concorso del sistema delle imprese e degli enti pubblici al fine di facilitare le relazioni e gli interscambi.

BUROCRAZIA
L’Amministrazione provinciale nell’ottica di un costante miglioramento della propria efficienza ed efficacia nei confronti del sistema delle imprese si impegna a:

– Diminuire il carico degli adempimenti per le imprese

– Monitorare il lavoro degli Sportelli Unici
– Promuovere un cambio di approccio: da burocrazia “controllore occhiuto” a burocrazia “partner per lo sviluppo”.

– Fare corsi di formazione al personale pubblico, nell’ottica di far diventare l’impresa un cliente da soddisfare ed aiutare.

INFRASTRUTTURE

Una moderna ed efficiente rete infrastrutturale costituisce uno dei pilastri portanti dello sviluppo economico e sociale di un territorio e influisce direttamente sulla produttività, sui livelli di reddito ed occupazionali, determinando una migliore qualità della vita.

In questi anni il processo di infrastrutturazione della nostra provincia, anche dal punto di vista di un salto di qualità tecnologico, ha toccato nuovi traguardi, ma restano ancora problemi e questioni irrisolte. Soprattutto in materia di mobilità e viabilità inefficienze strutturali e seri squilibri fanno sentire il loro effetto negativo sul settore manifatturiero.

Occorre avviare un nuovo pacchetto di interventi logistico-infrastrutturali, individuando le priorità verso cui tendere e concentrando su di esse gli investimenti sulla base di modalità e tempi certi.

In particolare per lo sviluppo produttivo e per lo sviluppo economico e sociale della provincia si rendono necessari:

– Miglioramento della viabilità.

E’ necessario riorganizzare la mobilità provinciale cercando di sciogliere quei nodi che ancora legano l’ammodernamento della rete viaria, il potenziamento e le sinergie regionali dell’Aeroporto Fellini, lo snellimento dei trasporti su gomma e su ferro.
A tal fine si può ipotizzare la costituzione di un tavolo di concertazione permanete sulla mobilità che coinvolga i diretti protagonisti Provincia , Comuni, Consiglieri Regionali, Deputati e Senatori, Categorie, che sia in grado di interloquire con Governo, Regione, Anas e Società Autostrade per fare un’azione di lobbing sia nel caso siano già stati presentati i progetti per l’ottenimento di finanziamenti, sia nel caso ci siano intoppi nell’erogazione dei fondi per i progetti stessi.

Vi sono delle priorità che non possono attendere e che devono trovare una soluzione immediata. Esse sono state individuate nell’ accordo di “governance” siglato nel maggio 2002 da enti locali e categorie economiche:
· La nuova SS16 fino a Cattolica.
· La terza corsia autostradale fino a Cattolica.
· Proseguimento degli interventi sulla Marecchiese per fluidificare il traffico.
· Il ponte sul fiume Conca ( SP17).
· La nuova SP58 che da San Giovanni in Marignano collega il polo produttivo di Pirano (Tavullia).
· Il potenziamento del casello A14 di Cattolica – S. Giovanni che diventerà il collettore di servizio alle aree produttive di S. Andrea – Tavullia – Cattolica – S. Giovanni (oltre 1.500.000 mq di nuove aree).
· Lo stesso Aeroporto è uno snodo importante per la mobilità delle merci, e la sua efficienza incide anche sulle potenzialità delle imprese manifatturiere.

– Insediamenti produttivi

Occorre accelerare i tempi per le decisioni e l’attuazione delle scelte ed adottare metodi che favoriscano l’intervento diretto delle imprese, con accordi e protocolli d’intesa con le associazioni degli imprenditori, prevedendo i necessari servizi per le imprese e per i lavoratori/ci (servizi mensa, ecc..).

– Politiche del lavoro ed immigrazione

Nonostante il buon andamento dell’occupazione nella nostra provincia, in linea con il trend regionale, permane il problema della mancanza di manodopera.

Il ruolo svolto dai Centri per l’Impiego riminesi nel favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro va ulteriormente qualificato, con attività di vera integrazione con i servizi privati di selezione e ricerca del personale.

Si renderà necessario integrare la funzione di monitoraggio dei fabbisogni di forza lavoro, attraverso un osservatorio permanente che sappia cogliere in tempo reale le trasformazioni e le richieste del sistema imprenditoriale. Ciò consentirà di orientare meglio e più efficacemente le scelte sulla formazione, anche verso qualifiche ordinarie, che sono le più richieste.

In questo senso vanno sostenute tutte quelle attività di orientamento sulle scelte scolastiche professionali, che tendono ed orientarli verso settori in costante ricerca di personale qualificato.

Le stesse politiche sull’immigrazione devono tendere a facilitare una migliore integrazione dei lavoratori che sono senza dubbio la risorsa primaria per la forza lavoro mancante.

In questo senso occorre anche adottare una politica abitativa compatibile con l’obiettivo di favorire la permanenza sul territorio della manodopera immigrata.

Tale politica dovrà tendere, innanzitutto, al recupero ed alla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente, sia pubblico che privato, limitando la scelta di realizzare nuovi insediamenti. Il patrimonio abitativo degli Enti Locali, va valorizzato ed implementato e vanno promosse iniziative che coordinino il ruolo dell’ACER insieme alle imprese private.

– Legalità e sicurezza. Lotta al lavoro irregolare

Una efficace politica di infrastrutturazione materiale ed immateriale della provincia deve basarsi anche su una adeguata opera di contrasto delle infiltrazioni criminali e sul rafforzamento delle condizioni di legalità e di sicurezza nelle quali si sviluppano le attività economiche.

Infatti un’economia sana prospera in un ambiente sicuro, sia sotto il profilo sociale che dal punto di vista del lavoro.

A tal proposito vanno potenziate le attività investigative di contrasto al lavoro irregolare, perfezionando ed incentivando, con il concorso di tutti gli attori interessati, l’attività di organismi e commissioni competenti in materia.

Occorre inoltre proseguire l’azione già intrapresa per garantire la sicurezza del posto di lavoro, cercando di recuperare quelle zone d’ombra ancora presenti e legate ad una cultura del fare impresa che non appartiene alla nostra gente.

COESIONE SOCIALE E WELFARE LOCALE

Il patrimonio di cultura, di benessere, le reti di solidarietà, la rete diffusa dei servizi all’infanzia e alla persona, il livello e l’efficacia del sistema dei servizi pubblici, il sistema formativo e scolastico, il diffuso livello di benessere, rappresentano elementi fondamentali di attrattività di un territorio.

Il territorio della provincia di Rimini presenta un buon livello di vivibilità e di coesione sociale come dimostrano anche le più recenti analisi e ricerche.
Tuttavia nel quadro della difesa e consolidamento del sistema di sicurezza sociale e di welfare, esistono alcune criticità che richiedono un impegno specifico, a partire dalle problematiche relative all’immigrazione e ai problemi di integrazione degli immigrati. Il nostro tessuto produttivo necessita in maniera consistente dell’apporto della forza lavoro degli immigrati e di giovani provenienti dalle regioni meridionali, occorre affrontare in specifico il problema dell’accoglienza e della casa per rendere sostenibile la permanenza di questi lavoratori nel territorio.

Il sostegno delle politiche per l’infanzia attraverso in primo luogo una adeguata rete di nidi recuperando il gap che ci separa dalle più avanzate realtà emiliane e l’impegno per dare risposta al alle problematiche della popolazione anziana non autosufficiente, rappresentano questioni su cui l’intera società deve cimentarsi. Qualità dello sviluppo significa coniugare armonicamente economia e welfare, conciliando crescita economica e sostenibilità sociale attraverso un’adeguata promozione delle politiche sociali.

Per arginare il declino, per sostenere e sviluppare la capacità di competitività e di export delle aziende riminesi bisogna essere consapevoli che nella competizione globale il protagonismo delle comunità locali e delle loro Istituzioni rappresenta un fattore vincente e decisivo se, innanzi tutto, si realizza la più larga condivisione possibile tra forze sociali, economiche e politiche sui temi e le strategie.

Si ritiene inoltre importante attivare un tavolo di salvaguardia occupazionale allo scopo di affrontare eventuali situazioni di crisi aziendali che abbiano ricadute negative sul piano sociale e occupazionali.

Tale tavolo da attivarsi su indicazione delle parti sociali presso la Presidenza della Provincia in modo concertato potrà formulare proposte e percorsi utili alla risoluzione e attenuazione delle problematiche sociali e occupazionali individuate attraverso l’utilizzo di tutti gli strumenti e le risorse economiche disponibili.

Particolare importanza riveste il problema del sostegno al reddito per i lavoratori interessati da processi di ricollocazione e mobilità esterna a cui il tavolo di salvaguardia occupazionale dovrà individuare le opportune soluzioni economiche.

Occorre un tavolo per l’occupazione per :
· avere innanzitutto dalle associazioni economiche tutti gli elementi di conoscenza (andamenti economici e di mercato, investimenti, situazione finanziaria dell’impresa, situazione occupazionale) per avere un osservatorio provinciale sui cambiamenti industriali;
· messa in rete delle esperienze esistenti sul territorio volte al monitoraggio dei fabbisogni occupazionali;
· confrontarsi sulla base di piani industriali;
· ricercare qualora sia necessario strumenti solidaristici per affrontare le situazioni occupazionali, utilizzo dei contratti di solidarietà o riduzioni di orario collettive, utilizzo dello strumento della Cassa integrazione ordinaria o straordinaria con modalità di rotazione;
· anticipi economici ed integrazioni al reddito per le maestranze interessate;
· realizzare percorsi formativi per la mobilità interna e il rientro a tempo pieno o in ultima istanza anche dalla ricollocazione esterna dei lavoratori e delle lavoratrici.

FORMAZIONE

La formazione rappresenta uno strumento indispensabile di competitività delle imprese.

Nel riaffermarne l’importanza e la centralità, si deve realizzare un maggiore raccordo tra la programmazione delle politiche formative da parte delle strutture preposte e le esigenze del tessuto economico-produttivo provinciale.

Altresì andranno individuati gli strumenti e le sedi per favorire la collaborazione tra scuola, enti di formazione, Università e mondo del lavoro al fine di favorire un’offerta formativa qualificata e rispondente ai fabbisogni del sistema economico locale.

Uno degli scopi da perseguire dovrà anche essere quello di dare risposta a una forza lavoro giovanile altamente scolarizzata, costretta a spostarsi verso altri territori; un patrimonio di istruzione, qualificazione e cultura decisivo per il processo di rilancio del sistema produttivo riminese.

I Fondi interprofessionali per la formazione continua dovranno impegnare le parti a favorire, a livello provinciale, le condizioni affinché le risorse siano correttamente utilizzate conformemente alle loro finalità, nell’interesse dei lavoratori e delle imprese sia per fronteggiare situazioni di crisi che di sviluppo.

Le politiche attive del lavoro debbono dispiegarsi in azioni che sappiano tener conto della sempre più complessa domanda sociale, differenziando e personalizzando quanto più possibile attività e servizi in ragione delle diverse tipologie di utenza, indicando obbiettivi di elevamento della scolarità nella Provincia di Rimini; realizzando azioni di consulenza e formazione per la creazione di nuove opportunità anche di lavoro autonomo; questo potrà avvenire con una chiara e specifica definizione del ruolo delle parti sociali e dotandosi di un adeguato supporto in ambito provinciale per far convogliare risorse Regionali , Nazionali e Comunitarie sulla nostra Provincia.

POLITICHE PER IL CREDITO

Il sistema bancario anche nella nostra provincia è chiamato a svolgere un compito fondamentale nel sostenere strategie di sviluppo.

Esso deve essere più partecipe ai progetti d’impresa, intervenendo nel capitale di rischio, e partecipando attivamente all’economia del territorio in cui opera, favorendo e non ostacolando forme di credito agevolato tramite i Consorzi Fidi.

In questo senso va accresciuto il peso delle Cooperative di Garanzia, che hanno saputo sostenere nel tempo il sistema dell’imprenditoria diffusa integrandosi molto spesso con lo stesso sistema bancario.

Vanno riconfermati quindi tutti quegli impegni anche economici di Provincia – Comuni e Camera di Commercio che fino ad oggi hanno consentito di elevare le capacità di garanzie delle Cooperative e di tenere basso il costo del denaro.

E’ necessario, inoltre, porsi l’obiettivo di creare dei tavoli di confronto tra istituti di credito e imprese al fine di trovare gli interventi necessari, soprattutto nel campo degli investimenti in innovazione ed a supporto dell’export.

PROVINCIA DI RIMINI

API

ASSINDUSTRIA RIMINI

CGIL

CISL

CONFARTIGIANATO

CONFCOOPERATIVE

CNA

LEGA DELLE COOPERATIVE

UIL

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