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Stagione in crisi. Lo conferma anche il calo dei consumi

Provincia

30 luglio 2004, 19:35

in foto: Cartina tornasole della crisi del turismo è anche il calo dei consumi. La Trademark Italia, incaricata di stilare la ricerca dell'Osservatorio regionale del Turismo ha proposto anche una fotografia di usi e consumi.

Non sarebbe estate senza le voci allarmate degli operatori turistici che lamentano una crisi mai vista prima. Il plateale senso di desolazione è congenito a molti albergatori, commercianti e bagnini ma è sempre stato anche una sorta di rito per scongiurare il peggio.
Alla fine poi la stagione, con luci e ombre, si è sempre salvata. Quest’anno, però, le lamentele sembrano giustificate. Insomma non solo voci o impressioni, ma dati oggettivi, scritti nero su bianco, provano l’esistenza della crisi. Usi e consumi fotografati nella ricerca di Trademark Italia per la Regione ne sono una cartina tornasole. Sarà la minore presenza di turisti sarà il minor caldo, 16 giorni in più di pioggia in 3 mesi, sta di fatto che quest’estate si beve molto meno.
Acqua minerale in testa, ma anche bibite gassate e birra, sebbene per quest’ultima non ci sia stato quel crollo di consumo che il calo dei turisti tedeschi, noti consumatori di bionde e scure, avrebbe potuto provocare: i dati parlano di un – 3%. Meno sete ma anche meno caldo. Il consumo di energia elettrica, in estate fortemente condizionato dall’uso dei condizionatori, è calato rispetto al 2003 del 7%.
Anche orti e giardini hanno risentito meno della calura con un risparmio del 12% dell’acqua usata in casa, in spiaggia e per il giardinaggio. Poco attendibili, invece, i dati della raccolta rifiuti, che ancora si rifà a valutazioni empiriche: la raccolta sarebbe calata circa del 3%. In calo anche la vendita di giornali stranieri: -3%. Altra informazione offerta dalla ricerca, anche se assolutamente ufficiosa, riguarda i conti in banca. Pare che nella prima parte della stagione alcuni operatori turistici abbiano depositato più soldi in banca dell’anno scorso; purtroppo non per le maggiori presenze ma per il netto rincaro dei prezzi.
Aumentano i depositi di gelatai, albergatori e ambulanti, diminuiscono quelli di bagnini e commercianti. Il rincaro dei prezzi di vendita ha fato crescere anche del 4% la spesa di materie prime e generi alimentari di alberghi e ristoranti, aumentando così il fatturato delle aziende rifornitrici ma anche il conto, a fine vacanza, dei turisti.

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