mercoledì 16 gennaio 2019
In foto: Un anno speciale, per Santarcangelo dei Teatri: dopo 30 edizioni, quest’anno si è corso il rischio di non avere più i fondi necessari per poter proporre un programma significativo.
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sab 7 lug 2001 14:30 ~ ultimo agg. 00:00
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Eppure, è anche l’anno dell’ambito riconoscimento da parte del Ministero. Procedendo con ordine: nei mesi in cui si andava costituendo il programma, tra febbraio e marzo, non sono infatti mancate le polemiche, su quanto effettivamente sia il ritorno economico e di immagine del festival, su Santarcangelo. Ma Piersilverio Pozzi, presidente di Santarcangelo dei Teatri, più che di rientro economico ha preferito parlare di spessore culturale. E di presenze, sempre consistenti, ce ne sono, per quanto si sia fatta una scelta via via più elitaria, nel corso degli anni, trasformando il festival dall’espressione italiana più significativa del teatro di piazza, al festival di questi ultimi anni, dove si esprimono anche le tendenze della ricerca teatrale più avanzata. Il Festival dei teatri, quest’anno, ha raggiunto il riconoscimento a lungo inseguito: quello di essere stato per la prima volta inserito tra i 15 festival italiani che il Ministero dei beni culturali riconosce. Ed è stato un inserimento subito prestigioso: al terzo posto della classifica, al posto del festival di Spoleto. Forte di questo risultato, Piersilverio Pozzi rilancia le accuse al festival di essere poco significativo per il territorio come incapacità di cogliere, da parte di istituzioni e da parte delle realtà economiche, la vera valenza del festival.
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