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scelta 'incomprensibile'

Zanzini. Il piccolo commercio è in crisi e i bus vanno al centro commerciale

In foto: Start Romagna
Start Romagna
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Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Il presidente di Confcommercio Rimini Giammaria Zanzini commenta l'annuncio di nuove corse previste da Start Romagna per il centro commerciale Le Befane (vedi notizia). Lamentando come, a fronte di difficoltà ormai storiche per il piccolo commercio, si continui a creare condizioni di migliore accessibilità per il grande commercio.

La premessa: "Dal 2012 al 2025 il territorio riminese ha perso un numero impressionante di attività del commercio al dettaglio. Nel Comune di Rimini sono scomparse 345 attività del commercio al dettaglio, pari al 14,1%. In Provincia di Rimini ne sono scomparse 668, pari al 12,4%. In totale: 1.013 attività del commercio al dettaglio in meno. Non stiamo parlando di numeri astratti. Parliamo di negozi, esercizi commerciali, attività di vicinato e serrande che si sono abbassate"
Il momento chiave: "Il 2012 rappresenta uno spartiacque: è l'anno in cui è entrata pienamente nella vita quotidiana del commercio la stagione della liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura, comprese domeniche e festività. Dopo anni, una domanda è inevitabile: la liberalizzazione ha davvero favorito la concorrenza o ha favorito soprattutto chi era già più forte? Il piccolo commerciante paga affitti, tasse, contributi, bollette e burocrazia. Vive e lavora qui. Investe qui. Non dispone della stessa forza finanziaria e organizzativa dei grandi gruppi".
"Proprio mentre il commercio al dettaglio continua a perdere attività, Start Romagna ha previsto un collegamento della linea 8 con sette corse giornaliere che raggiungono il centro commerciale Le Befane.
Una scelta che francamente non comprendiamo".

Giammaria Zanzini

"Le Befane hanno compiuto vent'anni nel novembre 2025 - ricorda Zanzini - hanno registrato 155 milioni di visite. Significa una media di 7 milioni e 750 mila visite all'anno e oltre 21 mila visite al giorno.
Il centro commerciale dà lavoro a circa 1.200 persone. È un dato positivo e importante che nessuno vuole mettere in discussione. Ma allora poniamo una domanda altrettanto importante: quanti posti di lavoro abbiamo perso nelle 1.013 attività del commercio al dettaglio che hanno chiuso? Dietro ogni attività non c'era soltanto una serranda. C'era un imprenditore, spesso una famiglia, spesso uno o più dipendenti.
Le Befane dispongono di 3.500 stalli gratuiti, di cui 1.000 pubblici. Un grande polo commerciale facilmente raggiungibile in auto, con migliaia di parcheggi gratuiti, oltre 21 mila visite al giorno e ora anche un collegamento dedicato del trasporto pubblico".
Mentre "Per andare invece in centro, il cittadino deve fare i conti con ZTL sempre più estese, varchi elettronici, parcheggi a pagamento e costi che rappresentano un deterrente. La domanda è semplice: stiamo davvero creando le stesse condizioni per tutti?"
Ben altre, per Zanzibi, dovrebbero essere le priorità di Start Romagna.
"Ci sono cittadini dell'entroterra e delle frazioni che chiedono collegamenti migliori. Ci sono studenti, lavoratori e anziani che dipendono dal trasporto pubblico.
E ci sono ancora troppe fermate con pensiline che non offrono un adeguato riparo dalla pioggia e dal sole.
Prima di creare nuovi collegamenti per un centro commerciale che registra oltre 21 mila visite al giorno, forse dovremmo garantire un servizio migliore a chi il bus lo utilizza ogni giorno per andare al lavoro, a scuola o dal medico".

«Dal 2012 al 2025 abbiamo perso 345 attività del commercio al dettaglio nel Comune di Rimini e 668 in Provincia. In totale sono 1.013 attività del commercio al dettaglio in meno. Questi numeri dovrebbero essere al centro delle politiche sulla mobilità e sul commercio.»
L'amara conclusione: "Il commercio di prossimità non produce soltanto occupazione: produce servizi, sicurezza e vita nei nostri quartieri.»
«Non comprendiamo la scelta di destinare nuove corse di autobus a un grande centro commerciale mentre l'entroterra chiede collegamenti, le frazioni chiedono servizi migliori e troppe fermate sono ancora prive di pensiline dignitose.»
«Non si può rendere il centro sempre più difficile e costoso da raggiungere e poi meravigliarsi se i negozi chiudono. Le città muoiono una serranda alla volta. E quando ce ne accorgiamo, spesso è già troppo tardi.»

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