Vitali su qualità vita: si paga crisi ma anche difficoltà a innovare
Non si nasconde però la difficoltà di un sistema che fino a poco tempo fa dimostrava di saper tenere la crisi mentre oggi famiglie e imprese faticano di più.
E si paga, spiega Vitali, anche la scarsa capacità di innovazione, dovuta al declino del vecchio sistema pubblico-privato che, per entrambi gli attori, soffre il peso di tanti freni: dalla burocrazia alla cultura della rendita.
Ultima riflessione per il capitolo dolente della sicurezza, da leggere sempre con la correzione turistica: dati che giustificano ancora di più le richieste al Governo di dotazioni più adeguate per le forze dell’ordine.
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Il commento del presidente Vitali:
“Tre dei sei indicatori in incremento migliorativo, altrettanti in flessione. Il risultato finale del tradizionale rapporto statistico de il Sole 24 Ore sulla qualità della vita vede Rimini perdere 23 posizioni, passando in un anno dalla soglia del podio a un comunque sufficiente 27° posto. L’aleatorio ‘gioco’ di fine anno dei quotidiani economici, un saliscendi di cifre quasi sempre in contraddizione l’una con l’altra pur in presenza dei medesimi indicatori a volte scarsamente ‘pesati’ (esempio, il criterio della correzione turistica, specie nella denuncia dei reati), avrebbe un valore relativo se però non lo incrociassimo con l’esperienza diretta. Avevo avvertito lo scorso anno come il risultato lusinghiero dell’area riminese nel report del ‘Sole 24 Ore’ fosse soprattutto dovuto all’ostinata tenuta di posizione rispetto a una crescita effettiva; Rimini riusciva a conservarsi meglio di altri territori, in cui la crisi aveva evidentemente avuto impatti più profondi.
Non possiamo nascondere, al di là delle classifiche del quotidiano economico, come tra 2012 e 2013 il territorio riminese abbia risentito in maniera evidente della difficoltà finanziaria e economica per imprese e famiglie.
Quella che sino a ieri era una lusinghiera resistenza agli enormi problemi generali, ora si fa sempre più fatica a mantenerla. Non lo dice il Sole 24 Ore ma la presa diretta del quotidiano, pur evidenziando le tante eccellenze che l’area riminese continua con ostinazione e orgoglio a mantenere.
Non è un caso che l’indicatore sottoposto allo sbalzo più sensibile sia quello ‘affari e lavoro’. Continuiamo a mantenere la caratteristica di territorio anomalo per dinamicità del tessuto economico, e in questo è sicuramente positivo il risultato per registrazione di imprese e indice Tagliacarne sulle infrastrutture, ma siamo indietro sulle start up innovative e, allargando l’orizzonte, sulla ‘produzione’ di giovani laureati. Questo in prospettiva è ciò che preoccupa maggiormente: la minore capacità di innovazione e di assorbimento di alte professionalità; ciò che in definitiva servirebbe di più per dare quel colpo d’ala di cui l’area riminese avrebbe bisogno come il pane, in presenza ormai evidente del tramonto di una lunga fase sociale e economica che ha visto istituzioni e privati- la comunità- concertare e decidere insieme e con eguali responsabilità scelte strategiche per il territorio. Da Roma e Bologna in giù le rughe del sistema sono in bell’evidenza, sia per la componente pubblica (burocrazia, sovrapposizione dei livelli, fedeltà a scapito del merito, consociativismo) che privata (idiosincrasia alle regole a partire da quelle fiscali, cultura della rendita e della tutela corporativa, relativa attenzione all’innovazione); inutile negarlo, poco efficiente pensare di ricorrere al chirurgo plastico o alla crema miracolosa. E’ vero, l’area riminese continua a soggiornare nella parte alta di queste graduatorie ludiche, magari tra una settimana confermate o diametralmente smentite da analoghe analisi del quotidiano concorrente; è dotata di una corazza robusta per sopportare i colpi della crisi; assorbe molto meglio di altri territori le difficoltà crescenti di un Paese in bilico; ma sbaglieremmo se utilizzassimo questi nostri plus per non cambiare, per non guardare ai difetti strutturali di una stagione che se ha dato tanto, molto ha comunque tolto. E il cambiamento non è prerogativa esclusiva del pubblico, questa è una rappresentazione che sa di barzelletta.
Tornando al report del Sole, come sempre un capitolo a parte merita l’analisi dei dati sulla sicurezza, dal ‘98 vulnus del nostro territorio, soprattutto a causa della mancata ‘correzione turistica’ degli stessi.
Al di là dei numeri, rimane la conferma della particolare attrattività del nostro territorio per le aggressioni della macro e micro criminalità. Tutto questo giustifica l’azione del signor Prefetto, delle forze dell’ordine, delle istituzioni locali nella direzione di una sinergia sempre più solida, nonché la richiesta condivisa di attenzione e dotazioni strutturali adeguate fatta più e più volte a Roma.”.
(nella foto il presidente Vitali e il Prefetto Palomba)












