Travolse e uccise un ciclista al confine con San Marino, l'investitore patteggia
Ha patteggiato una pena di 3 anni, che però non sconterà in carcere, l'investitore di Stefano Michi, il 63enne ciclista amatoriale sammarinese travolto nell'aprile del 2024 sulla Consolare, circa 100 metri prima dell'ingresso nel Titano, da una Chevrolet guidata da un 39enne connazionale risultato sotto l'effetto di sostanze stupefacenti. L'automobilista, quella mattina, intorno alle 9.30, fuggì senza soccorrere il ciclista. Fu la polizia Stradale di Rimini, con la collaborazione della Gendarmeria, a rintracciarlo. Quando il padre del 39enne quel giorno rientrò a casa, trovò il figlio ancora all'interno dell'abitacolo in stato di semincoscienza. La Chevrolet bianca presentava diverse ammaccature e le telecamere poste alla dogana ripresero la vettura varcare il confine qualche istante dopo l'incidente.
L'investitore, difeso dall'avvocata Martina Montanari, nel frattempo ha seguito un percorso terapeutico in una comunità di recupero della durata di due anni e attualmente resta in cura al Sert di San Marino. Lo stesso 39enne, poco tempo dopo il tremendo incidente, si era scusato con i familiari della vittima, chiedendo perdono per aver provocato la morte del loro caro. I familiari di Michi, che rappresentati dall'avvocato Massimo Cerbari hanno ottenuto dall'assicurazione dell'automobilista un risarcimento complessivo di circa 700mila euro, hanno ritirato la costituzione di parte civile. Un passaggio che ha permesso alla gup di Rimini, Raffaella Ceccarelli, di ratificare il patteggiamento, che prevede anche la sospensione della patente per un anno per l'investitore.












