IL COMUNICATO
Viserba, il lungomare circuito pericoloso. Ariminensis: "Serve isola pedonale"
In foto: Il manifesto di protesta
di Redazione
L'Associazione di Territorio "Ariminensis" torna a sollevare in un comunicato il problema dell'elevato traffico di veicoli nella zona del lungomare. L'Associazione chiede a gran voce l'istituzione di un'isola pedonale e lamenta i troppi silenzi dell'amministrazione sulla questione:
"La rigenerazione urbana avrebbe dovuto rappresentare il rinascimento dei nostri borghi costieri, - si legge nel comunicato a firma del presidente dell'Associazione, Gabriele Bernardi - il coronamento di una vocazione turistica e residenziale fondata sul decoro, sulla vivibilità e sulla tutela della persona, sulla godibilità della nostra passeggiata. Eppure, a Viserba, il nuovo lungomare inaugurato nel 2020 si ritrova oggi ostaggio di una pericolosa eterogenesi dei fini: nato come salotto pedonale destinato alla socialità, al relax e al passeggio, è progressivamente degenerato in un circuito ad alta velocità per mezzi impropri non solo nei 9 mesi fuori stagione ma anche nei 90 giorni di stagione balneare.
L'ennesimo incidente occorso questa volta tra una bicicletta elettrica e un risciò non costituisce un episodio estemporaneo, bensì la cruda stigmatizzazione di una criticità strutturale che denunciamo da anni. È doveroso, peraltro, ristabilire una corretta prospettiva storica, i risciò, espressione tradizionale e pausata della vacanza romagnola, hanno storicamente trovato la loro naturale e ordinata sede in via Mazzini non sul lungomare e non era in caso. I motorini, le moto e i vari mezzi nel vecchio lungomare non potevano passare nelle ore serali, c’erano tanto di transenne. Il vero fattore dirompente e intollerabile è l'invasione incontrollata di biciclette elettriche spinte oltre i limiti normativi, monopattini onnipresenti, motocicli, ciclomotori e risciò che sfrecciano incuranti della presenza di famiglie, anziani e bambini.
Dal 2020 a oggi, si registrano una sequenza ininterrotta di piccoli e grandi incidenti causati da questi veicoli, i quali raggiungono velocità del tutto incompatibili con una promenade serale affollata. La quiete estiva e la sicurezza quotidiana sono subordinate a una pericolosa anomia viaria, figlia di una miopia amministrativa che rasenta l'indifferenza.
Ci troviamo di fronte a un paradosso istituzionale di difficile comprensione, basterebbe un’ordinanza per istituire l'isola pedonale nelle ore serali, un provvedimento il cui costo per le casse comunali sarebbe letteralmente pari a zero. Non occorrono faraoniche opere pubbliche, ma unicamente quella volontà politica che evidentemente latita quando si tratta di tutelare il tessuto urbano periferico e la quiete quotidiana dei quartieri.
Da sei anni si reiterano petizioni, richieste formali e informali, accolte sistematicamente dal più assordante dei silenzi da parte di chi governa. Le richieste avanzate dalla comunità di Viserba possiedono il crisma del buon senso elementare: l'istituzione dell'isola pedonale serale estiva e la realizzazione di un rialzamento pedonale su via Mazzini. Misure minime, quasi minimaliste di fronte alla gravità della situazione e al degrado evidente eppure giudicate insostenibili da un'amministrazione sorda.
Ci domandiamo se voltare lo sguardo altrove sia menefreghismo o una scelta politica ben precisa - conclude l'Associazione -. Viserba non è disposta a continuare a pagare il caro prezzo di questa colpevole inerzia, né tantomeno intende attendere che l’irreparabile si compia affinché la politica decida finalmente di esercitare il proprio dovere. Non si può andare avanti così, si intervenga prima che succedano fatti irreparabili, non ci sembra di chiedere la luna chiedendo 4 ore di pace per i pedoni in un lungomare che era nato proprio per questo".
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