Violenta la ex in casa, chiesto il processo per un agente della Penitenziaria
Una relazione burrascosa terminata a causa dell'ossessiva gelosia di lui, che pretendeva di controllare la compagna in tutto, anche nel modo di vestire. E mentre l'uomo, nel gennaio 2025, cercava di convincerla a riallacciare i rapporti, l'avrebbe stuprata all'interno della sua abitazione, afferrando con forza la ex e spingendola in camera da letto, dove - secondo l'accusa - si sarebbe consumata la violenza sessuale, terminata con la donna in lacrime. Un abuso necessario "per tornare ad essere uniti", le avrebbe detto l'ex compagno, un agente della polizia penitenziaria di 53 anni, in servizio nel carcere dei Casetti di Rimini, per il quale il sostituto procuratore di Rimini, Luca Bertuzzi, ha chiesto il rinvio a giudizio per violenza sessuale aggravata, stalking e lesioni.
Tra i reati contestati all'agente, attualmente sospeso, anche gli atti persecutori messi in atto dal giugno 2024 al luglio 2025 e le percosse inflitte alla donna durante le loro accese litigate. Come quella volta che l'afferrò per il collo con entrambe le mani in un parcheggio o come quando, spinto da insana gelosia, le sferrò una gomitata in fronte causandole un lieve trauma cranico con relativa prognosi ospedaliera di 20 giorni, che la vittima ha poi documentato con apposito referto.
Le indagini dei carabinieri di Rimini hanno evidenziato un controllo costante della 56enne, bersaglio sistematico di offese, umiliazioni e accuse. In più occasioni l'ex compagno, quando i due stavano ancora insieme, l'avrebbe insultata davanti a tutti, in albergo o al centro commerciale, dandole della poco di buono. Persino in vacanza sarebbe stata aggredita al termine dell'ennesima discussione, con il 56enne che dopo averle piegato il braccio con la forza, la spinse contro il pavimento urlandole che non sarebbe mai ripartita senza il suo consenso. L'agente della Penitenziaria dovrà comparire il prossimo 19 maggio davanti alla gup di Rimini, Raffaella Ceccarelli, per l'udienza preliminare. L'avvocato Giuliano Renzi, che lo difende, ha definito le accuse infondate.












