SS16, una variante nella nebbia. Marcello chiede in Regione lo stop definitivo
Bloccare definitivamente le fasi progettuali del primo stralcio della variante della Strada Statale 16, da Bellaria-Igea Marina a nord fino ad oltre la via Montescudo a sud, evitando ulteriori fasi di stallo che precludono altre importanti scelte strategiche. E' l'impegno rivolto alla giunta contenuto in una risoluzione a firma del consigliere di Fratelli d'Italia, Nicola Marcello, e discussa oggi, nella Commissione Territorio presieduta da Paolo Burani. Al termine del dibattito la risoluzione è stata respinta (con i voti contrari delle forze di maggioranza e i voti favorevoli delle opposizioni).
Nel corso del dibattito, Marcello ha evidenziato come il progetto risalga a oltre trent’anni fa, proponendo dunque di destinare le risorse a soluzioni più moderne, sostenibili e realmente utili al territorio. Il progetto prevede, infatti, che la nuova statale corra parallela all’A14, lato mare, con la realizzazione di altre quattro corsie, due per ogni direzione di marcia, e a pochi passi dalle abitazioni realizzate dopo l’inizio della progettazione. Una situazione che, secondo Marcello, "creerebbe inevitabilmente un esponenziale aumento dell’inquinamento acustico e ambientale e con una prevedibile concentrazione di polveri sottili costantemente fuori norma". L'esponente di FdI evidenzia come l'attuale progetto Anas si basi su una cartografia non aggiornata e su dati di traffico e inquinamento risalenti a decenni fa, ignorando lo sviluppo urbanistico avvenuto nel frattempo, comprese nuove abitazioni e la stessa Fiera di Rimini. Tra le altre criticità, anche il fatto che nel primo tratto, questa nuova Variante, così come progettata, vada a devastare circa 400 ettari di terreno fertile; inoltre, i costi per la sua realizzazione sono notevolmente lievitati. "Se l’obiettivo della variante alla statale 16 è ridurre il traffico cittadino, questa non sembra essere la giusta soluzione", spiega Marcello.
“Al posto di un’opera nata oltre trent’anni fa - prosegue l'esponente di FdI - sarebbe molto più efficace e risolutiva la realizzazione del terzo casello autostradale a servizio della Fiera, la cui collocazione sarebbe fondamentale per gran parte della viabilità e che dovrebbe avvenire insieme all’adeguamento a 4 corsie dei rimanenti 6 km dell’attuale statale 16”. Da qui la richiesta di progettare la messa in sicurezza, con allargamento del sedime esistente della statale 16 e di una bretella di collegamento, con un futuro terzo casello autostradale "sulla cui necessità tutti sono ormai d’accordo". Un'opera, così ridefinita che, secondo Marcello, "deve essere allo strategico servizio, non solo della Fiera, ma anche delle quotidiane esigenze del centro cittadino con un notevole ulteriore beneficio per tutta la viabilità extraurbana". Marcello ha anche sottolineato, in sede di dibattito, l'assenza degli assessori competenti in commissione, ricordando poi la recente vittoria al Tar di 54 residenti che avevano presentato ricorso contro l'opera (la sentenza ha stabilito che la valutazione di impatto ambientale non è più valida, poiché la situazione urbanistica e della viabilità è profondamente cambiata).
Alice Parma (Pd) ha rimarcato come la risoluzione proposta “non regga né sul piano politico né su quello tecnico”. “I sindaci e l’assessora Priolo hanno incontrato Anas che ha confermato che le risorse sono limitate e le opere vanno collocate in una programmazione credibile”. In un contesto in cui l’opera costerebbe oggi un miliardo di euro e, in assenza di finanziamenti, secondo Parma si è di fronte alla “cronaca di una morte annunciata”. A ciò si aggiunge la recente vittoria del ricorso al Tar “che ha messo fine a una storia lunga oltre 25 anni”, prosegue la consigliera. “Prima di entrare nel merito del tracciato, occorrerebbe capire se il finanziamento esiste oppure no, questo e non di più hanno chiesto finora i sindaci – conclude - Tutto ciò non cancella il problema di congestionamento di quel tratto, che dovrà essere affrontato in modo appropriato nell’ambito del piano regionale dei trasporti e attraverso un dialogo serio rispetto a finanziamenti e priorità”.
Simona Larghetti (Avs), in risposta alla critica di Marcello sull’assenza degli assessori ha rimarcato che “si tratta di un atto politico e che è possibile comunque richiedere un’udienza conoscitiva con assessori e tecnici”. Aspetto, questo, ribadito anche dal presidente di commissione Burani che si è detto disponibile ad accogliere una eventuale richiesta di approfondimento in sede di commissione, alla presenza dell’assessorato competente.












