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calci e pugni agli agenti

Dà false generalità, ma alla prova dell'interprete non regge. Arrestato

In foto: Polizia Locale
Polizia Locale
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 22 Apr 2026 17:17 ~ ultimo agg. 17:24
Tempo di lettura 2 min
Si è spacciato di nazionalità rumena con documenti falsi mostrati dal cellulare, ha eluso per mesi ogni tentativo di identificazione e in un caso è persino fuggito con i polsi ammanettati. Il 30enne lunedì è stato fermato dagli agenti in borghese della Squadra Giudiziaria della Polizia Locale in una struttura ricettiva a Miramare.
Alla richiesta di esibire i documenti l'uomo ha mostrato agli agenti, sul display del proprio telefono, l'immagine di un documento di nazionalità romena, dichiarando che l'originale si trovava in camera, ma il documento non è saltato fuori durante la perquisizione che però ha riservato altre sorprese: un pugnale di circa 25 centimetri, un tirapugni e altri oggetti da scasso.
L'uomo è stato quindi condotto negli uffici del Comando di Polizia Locale e qui ha cominciato a tirare calci e gomitate agli agenti e agli arredi. Una reazione scomposta che ha fatto scattare l'arresto per il reato di “resistenza e violenza a pubblico ufficiale”. In aggiunta, è stato denunciato per “porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere". Durante il processo per direttissima è venuta fuori la sua vera identità: la presenza di un interprete di lingua romena, infatti, ha fatto emergere che non era di quella nazionalità. Dopo circa un'ora di interrogatorio il trentenne ha ceduto, rivelando le proprie reali generalità e la propria effettiva cittadinanza. L'uomo risultava ricercato per una serie di furti in abitazione e ricettazione commessi in diverse città. In due circostanze distinte, in particolare,  era riuscito ad allontanarsi, durante i controlli di polizia, dai locali della Questura di Modena e dalla Stazione dei Carabinieri di Sant'Agata Feltria, dove si trovava per rispondere nel primo caso per “furto in appartamento” e nel secondo per possesso di monili in oro risultati provento di furto. In uno di questi episodi si sarebbe addirittura liberato fisicamente dalle manette.
E' stato chiesto un patteggiamento a dieci mesi di reclusione con obbligo di presentazione per la firma alla Polizia Giudiziaria, in attesa del processo fissato per il prossimo 27 aprile.
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