Vescovo: realizzeremo un campo da calcio per i detenuti e un ospedale a Gaza
Al termine della Messa celebrata da Papa Leone XIV in piazzale Boscovich, prima della benedizione finale, il Vescovo di Rimini S.E. Monsignor Nicolò Anselmi è intervenuto per ringraziare il pontefice per la visita.
"Con la sua visita ci ha fatto un grande regalo, una grande grazia, indimenticabile; grazie per il calice che ci ha donato e che già oggi abbiamo usato durante la S. Messa per raccogliere il preziosissimo sangue di nostro Signore Gesù Cristo. A questo punto permetta anche a noi di regalarle qualcosa".
Il primo regalo che il vescovo ha voluto fare al Papa è la vicinanza nella preghiera.
"Il secondo dono che desideriamo offrirle sono due opere concrete che, dopo la sua visita, realizzeremo, una per Rimini e una al di fuori di Rimini; a nome del Papa, finanzieremo la sistemazione in erba sintetica del campo da calcio per i nostri fratelli carcerati della Casa Circondariale ed inoltre parteciperemo al progetto della Conferenza Episcopale Italiana per l’allestimento di un ospedale o di un importante presidio medico a Gaza".
Infine, ha aggiunto il vescovo, la comunità si prende un terzo impegno, "legato all’accoglienza di fratelli e sorelle stranieri nel nostro territorio; molti di loro cercano casa ed è difficile trovarla; in Romagna sono presenti molte aziende, turistiche ed alberghiere, artigianali ed industriali, fieristiche e congressuali di prestigio nazionale e mondiale; in esse lavorano fratelli e sorelle nati in altri paesi e felicemente accolti fra noi; vengono dall’Africa, dal Bangladesh, dal Pakistan, da luoghi di guerra, siriani e congolesi, colombiani. I bambini e gli adolescenti italiani crescono, insieme, a scuola con ragazzi provenienti da tutto il mondo".
Anselmi ha poi sottolineato come la diocesi riminese abbia contatto con lo Zimbabwe, il Venezuela, l'Albania, la Colombia, il Brasile, il Messico, il Paraguay, il Mozambico, le Filippine, l'Indonesia e tanti altri paesi.
"Vogliamo continuare ad avere uno sguardo ampio e generoso, anche perché, proseguendo verso sud, le acque dell’Adriatico vanno a lambire le coste di Lampedusa, della Libia, del Libano, della Palestina, dei paesi balcanici e del Marocco. Il nostro mare deve essere un veicolo di amore e di fraternità".










