Vecchie e nuove truffe in aumento. Un vademecum di Procura e forze dell'ordine
Da quelle più tradizionali, come la "truffa dello specchietto", a quelle più sofisticate, come lo "Schema Ponzi" spinto, utilizzato nella truffa da 80 milioni di euro nel fotovoltaico, smascherata con l'operazione Cagliostro. Sono oltre 1.300 ogni anno i fascicoli aperti dalla Procura di Rimini per truffa, quest'anno già 520, di cui 295 contro noti e 225 contro ignoti. Da qui la decisione di realizzare e distribuire un vademecum che riepiloga le diverse modalità messe in campo dai truffatori, fornendo consigli utili per smascherarle. Con l'invito a denunciare il prima possibile, senza farsi sopraffare, come spesso accade, dalla vergogna.
La frequenza delle denunce cresce, osserva questa mattina alla stampa il procuratore capo Elisabetta Melotti, ma le truffe sono "sempre più raffinate" e colpiscono persone di tutte le età, anche con un alto livello di istruzione. "Più è veloce la denuncia- conferma- più c'è possibilità di recuperare quanto perso, almeno in parte". Più nel dettaglio del vademecum entra il comandante del Reparto operativo dei Carabinieri di Rimini, Claudio Scarponi: "L'unico limite alla truffa è la fantasia di chi la mette in atto", spiega, anche se si può individuare una serie di "grandi gruppi". Di certo "rompere il silenzio è il primo passo per difendersi". Le tre leve psicologiche sono urgenza e paura, guadagno facile, affetto e fiducia. Ecco allora il falso tecnico che si presenta alla porta per una fantomatica fuga del gas, fa nascondere soldi e gioielli per poi razziarli; il finto poliziotto che suona chiedendo soldi per un familiare in difficoltà. E ancora le "classiche" truffe dello specchietto, dove si simula un incidente per farsi consegnare denaro, o dell'abbraccio, che colpisce più spesso uomini adescati da donne.
Ci sono poi le truffe telefoniche, con chiamate da numeri "mascherati" per quelli della propria banca, di un familiare o di un numero di emergenza, per chiedere soldi o credenziali di accesso. Gli stratagemmi variano, aggiunge Marina Giovanditto della Guardia di finanza di Rimini: dal link clone per rubare password e disporre bonifici, che sembra provenire dal proprio istituto di credito o dalle Poste; al falso pacco in giacenza con una finta tassa per lo sblocco che in realtà attiva un abbonamento; fino a e-commerce e affitti, con cui vengono ricaricate carte e versate caparre per alloggi che non esistono. "Ognuno di noi ha una leva su cui il truffatore agisce" e il consiglio della militare è "non cedere alla pressione dettata dall'urgenza, ma riflettere". Anche perché l'Intelligenza artificiale "verrà utilizzata in maniera massiva".
La vittima viene scelta anche attraverso un'analisi dei profili social e delle Pagine bianche, aggiunge, per capirne debolezze, sentimenti, situazione finanziaria e lavorativa. E anche lo smartphone può diventare "un'arma contro", facendosi convincere a installare una app che permette ai truffatori di "sostituirsi" al legittimo proprietario nell'uso del device. Le truffe finanziarie, in particolare il trading online con le criptovalute, si basano sulla promessa di facili guadagni: a un primo piccolo investimento fa seguito un ritorno positivo che incentiva a continuare con cifre più alte. Finchè i soldi spariscono in paradisi fiscali. "Occorre alzare la soglia di attenzione", guadagni ingenti con investi minimi e in poco tempo devono accendere il campanello d'allarme, e avvalersi di un consulente della propria banca, di persone fisiche piuttosto che soggetti online. E, come sempre, "non vergognarsi e denunciare il prima possibile", dice ancora Giovanditto.
Il suggerimento che dà l'ispettore della Polizia postale, Enzo Grillini, con qualche particolare sull'indagine Cagliostro, è "se è troppo bello per essere vero, non è vero. Il trading online è pane per esperti". Infine il vicequestore aggiunto Marco Masia si concentra sulle truffe sentimentali e di identità, ribadendo l'importanza della "tempestività" della denuncia, anche mentre è in corso la truffa, così da avere la flagranza di reato. Come fatto, riporta, da un 90enne. "Purtroppo spesso la notizia di reato arriva ore se non giorni dopo". Le truffe sentimentali, spiega, partono spesso da una chat e una volta ottenuta la fiducia scattano le richieste di denaro per drammi, tragedie e incidenti, prima piccole somme che poi crescono fino a svuotare il conto corrente. Stesso primo step per le estorsioni sessuali: la fiducia si trasforma in intimità con l'invio di foto hot che diventano il "grimaldello" per ottenere soldi. Con la vittima che viene spinta anche a recuperarne illegalmente. Per il furto di identità o del profilo social arrivano finte email dall'Inps o dal datore di lavoro che chiedono una foto della carta d'identità, poi utilizzata per aprire conti, su cui transitano somme illegali, o acquistare carte sim. Ecco dunque i consigli finali delle Forze dell'ordine: non aprire la porta a sconosciuti, né consegnare contanti o gioielli. Banche e agenti non chiedono pin o bonifici. Riflettere sempre e se viene inculcata urgenza emotiva diffidare. Non cliccare sui link ricevuti via sms e chiudere le conversazioni sospette. Infine chiamare un familiare o l'ente i riferimento, con un numero diverso, e sempre le Forze dell'ordine.











