Varianti respinte. SEL: legittimo atto di discontinuità col passato
E c’è anche il rammarico di Pazzaglia verso la passata maggioranza, nei cui banchi sedeva, accusata di averlo allontanato proprio per la contrarietà al mattone.
L’intervento di Pazzaglia e Garattoni:
Abbiamo atteso qualche ora, il tempo sufficiente a far depositare le polemiche innalzatesi difronte alle due varianti bocciate dal Consiglio Comunale di martedì, per effettuare alcune brevi considerazioni.
I due pareri contrari non hanno voluto penalizzare le aspettative dei privati ma hanno inteso dare cocretezza alle nuove linee in materia di politica urbanistica. Si é trattato del primo vero atto di discontinuità rispetto alla passata Amminstrazione. La questione urbanistica è un tema scottante che esiste da tempo. Già nella scorsa legislatura era emerso in modo dirompente. Qualcuno forse ricorderà che per questo motivo il nostro gruppo fu vittima di una “epurazione”, fummo espulsi dalla maggioranza rei di aver votato contro i “mattoni”. Il tempo è galantuomo ed oggi, grazie al Sindaco che ha fatto propria una battaglia da sempre anche nostra, Rimini può cominciare a lavorare ad un modello di sviluppo rispettoso delle aspettative particolari inserite però in un contesto dove l’interesse generale viene prima di tutto. E’ finito il tempo del politico di turno che suggeriva la varianti al privato cittadino. Oggi esistono dei criteri oggettivi voluti dal Sindaco (vedi la matrice urbanistica) che permettono di evitare di fare figli e figliastri. Il taglio netto col passato è evidente e i due casi di martedì sono emblematici. Parliamo di due piani frutto di previsioni urbanistiche del PRG, pensato e redatto un ventennio fa. E’ mai possibile che nel 2013 si pensi ancora di dare seguito a previsioni urbanistiche risalenti agli inizi degli anni ’90? In questo arco di tempo è cambiato tutto!
Il voto di martedi’ ha assunto un significato che va ben oltre il contenuto delle due delibere. Invitiamo ora il Sindaco a procedere al più presto con la variante generale agli indici del Piano Regolatore. In questo modo potremo finalmente avere coi privati un nuovo inizio basato su un confronto alla pari dove il Bene Comune non è solo uno slogan retorico ma un modo di operare insieme tra pubblico e privato. Si tratta di una scelta legittima anche sul piano giuridico: “in tema di adozione di un piano regolatore o di una variante generale le scelte effettuate dall’amministrazione sono di natura ampiamente discrezionale e come tali non necessitano di una specifica motivazione se non quelle evincibili dai criteri di ordine tecnico-amministrativo seguiti nell’impostazione della pianificazione, fatte salve le ipotesi di errori o illogicità manifesta” ( ex plurimis C.d.S, sez. IV, 5229/2011).
Martedì scorso solo tre gruppi consiliari hanno dato un contributo reale al cambiamento:
Pd, Fds e Sel-FareComune.
Difronte al prossimo nuovo banco di prova della variante generale agli indici del vecchio PRG auspichiamo che chi ha sempre sostenuto il principio giusto, che anche noi pratichiamo, di votare in base al merito si unisca a noi nella battaglia contro l’inutile e dannosa cementificazione. Per un modello di sviluppo basato su una migliore qualità della vita, che parta dalle periferie, dalle frazioni, che nel corso degli anni sono state abbondanate ad uno sviluppo disarmonico. Un modello che crei nuove opportunità di lavoro partendo dal recupero e dalla riqualificazione del patrimonio esistente.
Fabio Pazzaglia
gruppo consiliare Sel e Farecomune
Luigino Garattoni
coordinatore Sel di Rimini












