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installazione a Genova

Un video col 'doppio sguardo' di Spartaco Scarpellini tra America e Italia

In foto: dall'archivio di Spartaco Scarpellini
dall'archivio di Spartaco Scarpellini
di
Redazione
   
Tempo di lettura 6 min
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Una vita divisa tra due continenti, raccontata attraverso un centinaio di pellicole amatoriali in 8mm girate nel corso del Novecento tra gli Stati Uniti e l’Italia. È la storia del romagnolo Spartaco Scarpellini, protagonista di “Doppio sguardo. Il mondo di Spartaco Scarpellini filmato tra l’Italia e l’America”, l’installazione video curata dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna e prodotta con Kiné che sarà inaugurata giovedì 3 settembre alle ore 18 al MEI – Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana(Piazza della Commenda, Genova, ingresso libero).

Nato a Boston nel 1919 da una famiglia di anarchici romagnoli, Spartaco Scarpellini comincia nel Dopoguerra a filmare la propria vita con una cinepresa 8mm: ne nasce un vero e proprio diario per immagini, capace di restituire il racconto personale e insieme universale di una vita sospesa tra due mondi. Una vicenda individuale che diventa così una storia emblematica di emigrazione, ritorni e appartenenza, raccontata attraverso le immagini dello stesso protagonista e le testimonianze di chi ancora oggi ricorda con affetto quello “zio d’America”.

Negli Stati Uniti Scarpellini costruisce la propria carriera al Joseph’s Restaurant di Boston, uno dei locali più rinomati della capitale del Massachusetts, frequentato anche dalla famiglia Kennedy, da attori e sportivi. In Italia torna invece più volte a Bellaria, dove i genitori e i fratelli si erano trasferiti nel 1926.

La sua cinepresa registra viaggi, ritorni, persone e paesaggi, costruendo quel “doppio sguardo” che dà il titolo al progetto: quello di chi appartiene contemporaneamente a luoghi diversi e osserva ciascuno attraverso la memoria dell’altro. Le spiagge di Cape Cod finiscono così per ricordare quelle della Riviera romagnola e viceversa, in un continuo sovrapporsi di immagini, ricordi e identità. Nei film di Scarpellini emerge anche il desiderio di portare con sé in Italia frammenti della vita americana, come un’automobile di lusso, e quello di costruire nuovi progetti familiari, tra cui l’apertura dell’American Hotel. Si stabilirà infine definitivamente in Italia, dove morirà nel 1998, circondato dai nipoti ai quali era profondamente legato.

L’archivio filmico di Spartaco Scarpellini è stato restaurato e digitalizzato dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia con il contributo della Regione Emilia-Romagna – Emilia-Romagna Film Commission e del Ministero della Cultura – DGCA, in collaborazione con il MEI – Fondazione Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.

Il video, della durata di circa 30 minuti e accompagnato dalla musica e dal sound design a cura del compositore e polistrumentista Ascari, sarà proiettato in loop e resterà visitabile negli orari di apertura del Museo (dal martedì alla domenica dalle ore 10.00 alle ore 18.00) fino al prossimo 31 ottobre: per infowww.museomei.it

“Attraverso un approfondito lavoro d’archivio, che va dal restauro alla catalogazione, le pellicole amatoriali, ricontestualizzate e montate in un'installazione come Doppio Sguardo, possono trasformarsi in un potente strumento di narrazione – dice Paolo Simoni, Direttore della Fondazione Home Movies. - La microstoria ci ha insegnato che l’indagine del dettaglio, guardare con la lente il particolare, può farci comprendere sotto una nuova luce il passato e quindi anche il nostro presente. Scoprire le storie di chi è diviso tra un mondo e l’altro è quello che ci proponiamo di fare con le immagini di Spartaco Scarpellini e quelle degli altri cineamatori emigrati presenti nell’Archivio Nazionale del Film di Famiglia”.

L’inaugurazione sarà preceduta dall’incontro nella Sala Conferenze del Museo con Paolo Masini, presidente della Fondazione MEI, Paolo Simoni, direttore della Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Matteo Daffadà, presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Filippo Giorgetti, Sindaco di Bellaria Igea Marina, e con il video intervento di Maria Chiara Prodi, Segretaria Generale del CGIE – Consiglio Generale degli Italiani all’Estero.

Il progetto è finanziato dal Ministero della Cultura – DGCA come progetto speciale e rientra nelle attività della Regione Emilia-Romagna – Film Commission per il 2026.

Il progetto vede il coinvolgimento di Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia, Ministero della Cultura – DGCA, Regione Emilia-Romagna, Emilia-Romagna Film Commission, Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Comune di Bellaria Igea Marina, Sguardi in Camera e Kiné.

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Da vent’anni la Fondazione Home Movies - Archivio Nazionale del Film di Famiglia raccoglie e salva dall’oblio e dalla distruzione pellicole amatoriali provenienti da tutto il Paese, un patrimonio di incommensurabile valore storico, sociale e culturale altrimenti a rischio. L’archivio bolognese conserva, restaura e digitalizza i fondi che acquisisce tramite donazioni di privati e progetti di raccolta a più ampio raggio in collaborazione con amministrazioni pubbliche, istituzioni, fondazioni e imprese. Home Movies è impegnato in numerosi progetti di valorizzazione e disseminazione del patrimonio che conserva, in un’ottica di educazione e promozione della cultura del cinema privato e amatoriale come fonte storica, oggetto culturale e medium tecnologico in una prospettiva di archeologia dei media. Tra essi il più importante è Archivio Aperto, la manifestazione annuale dedicata alla riscoperta e valorizzazione del materiale in pellicola privato e sperimentale, che dall’edizione 2022 si è trasformato in festival con il primo concorso italiano dedicato ai film di found footage: un programma di proiezioni, eventi speciali, laboratori e workshop per studenti e professionisti dell’audiovisivo. www.homemovies.it

Il MEI - Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana – con sede a Genova, è nato dall’accordo tra il Ministero della Cultura, la Regione Liguria e il Comune di Genova con la volontà di raccontare molteplici aspetti del fenomeno migratorio italiano dall’Unità d’Italia ad oggi. Il riallestimento multimediale è visitabile all'interno della Commenda di San Giovanni di Pré, ristrutturata per l’occasione, e vive in stretta relazione con il Mu.MA - Istituzione Musei del Mare e delle Migrazioni e il Galata Museo del Mare. Da Genova milioni di italiani sono partiti diretti alle Americhe, all’Africa, all’Asia, all’Australia e all’Europa lasciando tutto per giocarsi un viaggio senza ritorno. Il MEI è nato per ricordare questi migranti, raccontare le storie e i motivi della partenza da punto di vista umano, storico, sociologico. Un museo innovativo e multimediale, dove i visitatori possono interagire con spazi e oggetti e vivere esperienze immersive grazie allo stato dell’arte della tecnologia. Vedere, ascoltare, imparare e mettersi alla prova, negli allestimenti scenografici di uno degli edifici medievali più̀ antichi della città.

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