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Un settore vivace che cerca nuove prospettive: il bilancio del Collegio Edili

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 9 Giu 2006 19:18 ~ ultimo agg. 11 Mag 17:13
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È vivace il settore delle costruzioni in provincia di Rimini: nel 2005 l’attività delle circa 4.500 aziende del comparto, ha avuto un’ incidenza sul PIL provinciale del 5%.
Le 55 imprese iscritte al Collegio Costruttori hanno fatturato più di 200 milioni di euro su un mercato globale di 700 milioni. Nel 2005 hanno operato complessivamente in provincia 483 imprese edili, 8 in meno rispetto al 2004. Diminuite quelle industriali, aumentate di qualche unità le artigiane e le cooperative. Per quanto riguarda l’occupazione, le imprese industriali sono quelle con più addetti, aumentati di 300 unità negli ultimi 5 anni.
Lo scorso anno sono stati 63 i bandi pubblici per un valore di 51 milioni di euro, il 47,8% in meno rispetto al 2004. Gli interventi più consistenti sono stati quelli su “viabilità e trasporti” e di “edilizia sociale” con oltre 21milioni di euro. Nel 2005 in provincia sono state 160 le gare bandite, il 74% in più rispetto all’anno precedente, ma l’importo (70 milioni di euro) è calato di oltre il 5% . Positivo il dato per le imprese riminesi che si sono aggiudicate il 10% degli importi rispetto al 3% dello scorso anno.
L’assemblea dei costruttori ha anche affrontato i problemi del settore. Tra i più urgenti la lotta al lavoro nero, frequente nell’edilizia a causa degli oneri contributivi che le imprese devono pagare per gli operai.
Il collegio ha proposto un accordo tra Comuni e Prefettura per avere in rete il censimento delle ditte che operano con regolarità in Provincia. L’assemblea auspica anche la redazione da parte degli enti pubblici della Provincia, di un prezziario, che permetta alle imprese di poter partecipare a gare d’appalto pubbliche con prezzi a basa d’asta remunerativi.
Una critica, infine alle linee guida del nuovo PTCP. Nel documento si diceva che a Rimini è finito il tempo dell’espansione delle aree destinate all’edilizia. Pur considerando importante preservare l’ambiente il presidente dei costruttori Forlani, ha dichiarato che è impossibile accettare il blocco dello sviluppo delle imprese. La richiesta alla prossima amministrazione è dunque di porre mano al piano strutturale includendo interventi di demolizione e ricostruzione e di ricollocazione degli edifici.

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