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Travolto da crollo del muro. Cgil chiede più sicurezza nei cantieri

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Ven 6 Apr 2007 17:18 ~ ultimo agg. 12 Mag 00:42
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“Incidente mortale sul lavoro a Rimini. Ancora un cantiere edile il luogo della tragedia, ancora un giovane straniero la vittima.

L’ennesimo infortunio mortale in un cantiere edile riminese (della Edilcostruzioni di Santarcangelo di Romagna) dove ha perso la vita il giovane macedone Semoski Redcep di 23 anni, dimostra quanto siamo ancora lontani dall’ottenimento di maggiori tutele e diritti per i lavoratori, tanto più se stranieri. Al momento sono in corso le indagini, ma la prima ricostruzione della dinamica dell’incidente evidenzia ancora una volta che è sbagliato pensare che si sia trattato di una casualità. Nei cantieri, e i risultati delle ispezioni (quelle poche che vengono fatte lo dimostrano) la sicurezza e la salute non sono salvaguardate e i lavoratori che operano in situazioni di alto rischio non sono adeguatamente preparati dalle imprese per le quali lavorano. Colpisce, dal lato umano, la circostanza che un parente di Semoski, Sulo Jonuzovscki, 43 anni, morì soltanto un anno fa in via Misurata colpito da una scarica di macerie fuoriuscita da un tubo.
Quello di ieri, in via Cappellini, è il primo incidente mortale sul lavoro verificatosi nel 2007, il 2006 si era chiuso con 14 infortuni mortali, 8 nel 2005, 5 nel 2004. La statistica purtroppo indica una tendenza molto negativa che la CGIL denuncia da tempo. Ricordiamo a questo proposito lo sciopero della categoria tenuto il 18 aprile del 2006 e la richiesta di un Consiglio Provinciale aperto per discutere di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, promesso e mai tenuto. Così come non è stato aperto dalla Provincia il tavolo di concertazione per affrontare il fenomeno. La prevenzione sugli infortuni, nelle 32.000 imprese della provincia, non può essere affidata ai singoli lavoratori, sempre più precari, con poca o nulla formazione, professionalità ed esperienza. Occorrono maggiori controlli e rispetto delle regole, occorre che la competitività economica degli imprenditori non si realizzi fondamentalmente con l’abbattimento del costo del lavoro e conseguentemente con la negazione sistematica dei diritti e delle tutele.

Semoski lascia la giovane moglie che in agosto lo avrebbe raggiunto per vivere a Rimini. Nella nostra città restano due fratelli, anche loro occupati nell’edilizia, e una sorella.”

Segreterie CGIL confederale e FILLEA CGIL Rimini

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