Trasporto pubblico. Ipotesi tagli ai servizi, i sindacati replicano alle agenzie
Dopo lo sciopero del 9 ottobre indetto per i problemi di sicurezza a bordo, i sindacati del trasporto pubblico (Filt Cgil, Fit Cisl, Faisa Cisal, Usb e Ugl) intervengono duramente contro le ipotesi di ridimensionamento del servizio lanciate dal presidente di Start Romagna, Andrea Corsini, e dall'amministratore di Amr, Leonardo Bernardini.
Le sigle contestano l'idea di tagliare i chilometri o convertire le corse in servizi a chiamata, chiedendo la convocazione urgente di un tavolo in Regione con Province, Comuni e agenzie. Per i rappresentanti dei lavoratori, ridurre un servizio essenziale in piena emergenza climatica ed economica appare un'operazione «semplicistica e in controtendenza» rispetto alle politiche regionali sulla mobilità sostenibile. I sindacati esprimono forte preoccupazione per le possibili ricadute occupazionali e respingono le analisi sui costi di guida del personale, ricordando che gli orari vengono già bilanciati nell'arco dei sei mesi come previsto dal contratto nazionale.
Se i costi di gestione sono aumentati per via del caro carburante, le risorse vanno recuperate «partendo anzitutto da una revisione delle spese per gli appalti e delle consulenze» utilizzate dalle aziende, piuttosto che penalizzare i cittadini. La mobilitazione prosegue: dai lavoratori è arrivato il mandato a denunciare anche nuove inadempienze sulla sicurezza e le decisioni unilaterali che stanno alimentando un clima aziendale pesante.
Scrivono i segretari dei sindacati dei trasporti: "Il Paese sta attraversando un'emergenza climatica e anche la Regione Emilia-Romagna ha una visione diversa su questo tema, come dimostra il Patto per il lavoro, il clima e l'economia sociale,
sottoscritto l'8 settembre 2026. Ci domandiamo, infatti, come sia possibile che, in una situazione caratterizzata dai rincari dei carburanti, da salari fermi al palo, dall'aumento dei prezzi dei beni di prima necessità e dall'inquinamento atmosferico, non si riesca a pensare ad altro che a ridurre un servizio essenziale come il trasporto pubblico. Proprio alla luce di queste criticità, sarebbe invece necessario investire maggiormente nel trasporto pubblico, incentivandone l'utilizzo per rispondere alle esigenze dei cittadini, contrastare l'inquinamento e contribuire a una mobilità più sostenibile. La prospettiva di una riduzione dei chilometri di servizio desta forte preoccupazione anche tra il personale aziendale, poiché a un eventuale taglio delle corse potrebbero conseguire ricadute occupazionali e possibili riduzioni del personale".










