Tentata rapina in gioielleria: 27enne ferito con le forbici, individuato dal Dna
Individuato anche il secondo dei tre malviventi che il 16 giugno del 2025, in pieno giorno e pistola alla mano, avevano cercato di rapinare l'oreficeria Monti in via dei Cavalieri, nel centro storico di Rimini. Tutto era avvenuto in appena un paio di minuti. Erano circa le 9.20 quando uno dei tre, un italiano di 21 anni, si era fatto aprire la porta dal titolare permettendo così ai due complici col volto coperto di fare irruzione. Il malvivente armato di pistola, un 27enne italiano, aveva poi puntato l’arma verso il titolare colpendolo al mento con la canna per farsi consegnare i gioielli. A quel punto però, a prendere in contropiede i malviventi, era stata la reazione dell’uomo e della moglie che con un paio di forbicine era riuscita a colpire più volte il rapinatore armato, ferendolo. I rapinatori si erano così dati alla fuga, immortalati però dalle immagini della videosorveglianza. Già lo scorso 21 giugno il più giovane dei tre era stato arrestato e poi rimesso in libertà vista l’assenza del pericolo di fuga. Ma le indagini condotte dai carabinieri di Rimini e dalla Squadra Mobile e coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, sono proseguite ed hanno portato a rintracciare anche il 27enne ferito nella colluttazione. Gli sono stati fatali proprio gli accertamenti sul dna ricavato dal sangue rimasto sulle forbici e l’impronta digitale individuata su una lente degli occhiali a specchio persi durante la fuga. La Gip Raffaella Ceccarelli ha così emesso a suo carico un'ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita lunedì dai militari dell'Arma e dagli agenti della Mobile. La pistola usata per il tentato colpo, custodita da una quarta persona, è risultata perfettamente funzionante. Era stata probabilmente usata in altre rapine. Le indagini proseguono per individuare il terzo complice.










