Studenti di 1ª media senza pulmino per tornare a casa. La protesta dei genitori
Sono almeno 4-5 le famiglie corianesi i cui figli rischiano di iniziare il nuovo anno scolastico senza poter contare sul pulmino comunale per il rientro da scuola. I genitori spiegano di avere regolarmente partecipato al bando per usufruire del servizio con il pulmino comunale ma che soltanto oggi, a circa 14 giorni dall’inizio della scuola, è stato loro comunicato che il ritorno non sarà garantito per gli alunni che inizieranno la prima media.
"La motivazione - spiegano - è legata agli orari scolastici: per le classi prime della scuola secondaria di primo grado è previsto, a partire da quest’anno, l’orario 8.00-14.00, mentre per le altre classi l’orario termina alle 13.00. Di conseguenza, essendo pochi gli alunni di prima media che necessiterebbero del trasporto nella fascia delle 14.00, ci è stato comunicato che il servizio di ritorno non verrà effettuato".
Un orario che era noto già dalla primavera scorsa: "noi genitori - proseguono - avevamo già previsto e organizzato la nostra vita familiare e lavorativa sulla base della possibilità di usufruire del trasporto scolastico. In particolare, alcuni di noi avevano sollevato il problema già nel mese di marzo, inviando email al Comune proprio per chiedere chiarimenti e verificare che il servizio fosse garantito anche con il nuovo orario delle prime medie. Avevamo già allora il timore che il numero ridotto di bambini potesse comportare la soppressione del servizio".
Ad agosto le famiglie avevano di nuovo contatto gli uffici comunali e in quell'occasione, raccontano, erano stati nuovamente rassicurati.
Oltre il danno la beffa: "il servizio di ritorno non è garantito e, cosa che riteniamo particolarmente problematica, anche usufruendo soltanto del trasporto di andata viene richiesto il pagamento della quota/retta intera".
"La situazione - aggiungono - diventa ancora più complicata per le famiglie con più figli, ad esempio chi ha un bambino alle scuole elementari e uno alle medie: con gli orari attuali si troverebbe costretto a organizzarsi per andare a prendere un figlio alle 13 e l’altro alle 14, nonostante abbia richiesto e pagato il servizio di trasporto proprio per evitare questo tipo di problema".
Le famiglie coinvolte chiedono sia trovata una soluzione visto che il problema si sapeva da tempo: "ci sembra paradossale - concludono - che un servizio richiesto attraverso un bando e per il quale le famiglie devono comunque sostenere il costo non venga poi garantito nella sua componente di ritorno, senza che venga proposta una soluzione alternativa".










