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Petitti: valutare alternative

Stabilimento Aeffe, il presidio a San Giovanni in M. contro i 221 esuberi

In foto: il presidio davanti alla sede Aeffe a San Giovanni in M.
il presidio davanti alla sede Aeffe a San Giovanni in M.
di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Lun 12 Gen 2026 12:18 ~ ultimo agg. 13:41
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Si è tenuto un presidio davanti allo stabilimento di San Giovanni in Marignano per i lavoratori e le lavoratrici Aeffe, preoccupati per la crisi dell’azienda e per il loro futuro. Sono infatti 221 i posti di lavoro a rischio (compresa la sede di Milano), che si aggiungono ai 150 esuberi già avvenuti dal 2025 ad oggi nel comparto moda in tutta la Regione. 
Presenti alla mobilitazione anche l’assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia e i consiglieri Lorenzo Casadei ed Emma Petitti del Pd. “Una crisi (ndr. quella del comparto moda) che colpisce in modo particolare l’occupazione femminile – evidenzia quest’ultima -, perché la maggioranza di questi posti di lavoro è occupata da donne”.
Gli esponenti politici hanno ribadito la vicinanza dell’Ente e ricordato che l’Emilia-Romagna è pronta ad attivarsi già da domani, aprendo un tavolo di crisi con il territorio per affrontare la crisi del Gruppo Aeffe e tutelare l’occupazione. "È necessario un confronto immediato, serio e responsabile, perché una riorganizzazione che coinvolgerebbe 221 lavoratrici e lavoratori tra San Giovanni in Marignano e Milano – quasi l’80% della forza lavoro nel sito riminese – non può essere gestita scaricando il peso sulle persone e sulle comunità", commenta Petitti. "La scelta di avviare una procedura di licenziamento collettivo di queste dimensioni è inaccettabile - prosegue -. Una crisi aziendale non può essere risolta tagliando posti di lavoro e impoverendo territori che hanno contribuito per decenni alla crescita del settore moda. La responsabilità sociale d’impresa non è un optional: è parte integrante del patto che tiene insieme sviluppo, dignità e diritti".
"Chiediamo all’azienda - aggiunge la consigliera - di valutare tutte le alternative disponibili: proroga degli ammortizzatori sociali, percorsi di ricollocazione, accompagnamenti alla pensione, soluzioni volontarie. Strumenti che in Emilia‑Romagna hanno spesso permesso di gestire crisi complesse senza sacrificare intere comunità". 
"Il passaggio al Ministero - conclude - non sarà l’ultimo. Come Regione intendiamo rafforzare il nostro ruolo, coordinare il territorio e contribuire alla ricerca di soluzioni che salvaguardino l’occupazione e il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori di Aeffe". 

Emma Petitti al presidio

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