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Sindaca: no polemiche sterili

Riccione Paese. Nel progetto: mobilità dolce e via ad eccesso di arredi

In foto: Corso Fratelli Cervi
Corso Fratelli Cervi
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Lun 12 Gen 2026 13:19 ~ ultimo agg. 14:15
Tempo di lettura 3 min

La riqualificazione di Riccione prende forma. Il progetto, in fase di elaborazione da parte dei professionisti incaricati dall'amministrazione, mette in fila alcune priorità: maggiore decoro agli spazi storici, liberandoli dall’eccesso di arredo urbano accumulatosi disordinatamente negli anni e promozione della mobilità dolce, che garantisca sicurezza a pedoni e ciclisti, integrandosi "armonicamente" con le necessità vitali delle attività commerciali. Da tempo il tema della viabilità di corso Fratelli Cervi è al centro di un dibattito, anche aspro. "Tutto il percorso - fa sapere l'amministrazione - sarà guidato da un’intesa costante tra progettisti e Tavolo dedicato, affinché ogni scelta tecnica risponda alle esigenze di chi vive e lavora nel distretto".

Già da mesi è stato istituito un tavolo dedicato, il Tavolo del Paese, attraverso il quale ha lavorato con i tecnici dell’amministrazione in dialogo con residenti e commercianti, per raccoglierne istanze e necessità. Il percorso è stato poi integrato dalla concertazione con le forze politiche di maggioranza. La sindaca ha conferito incarico formale a uno studio di progettazione per tradurre la visione politica in una proposta concreta. Il lavoro professionale è in fase avanzata e recepisce gli input emersi durante il lungo dialogo con il Tavolo del Paese. Angelini convocherà nuovamente, già nei prossimi giorni, il Tavolo del Paese per esaminare e discutere i primi elaborati tecnici, definendo i dettagli dell'intervento prima della presentazione finale.

La dichiarazione della sindaca Daniela Angelini: “La mia volontà di riqualificare interamente il Paese è netta: è un luogo che amo profondamente, dove sono cresciuta, dove vive mia madre e dove continuo a fare la spesa ogni settimana. Proprio per questo rispetto e per l’affetto che porto al quartiere, e perché conosco bene il momento di sofferenza che sta vivendo il commercio, sento il dovere di avere il coraggio di mettere mano a una situazione ferma da troppo tempo. In questi mesi non ho mai assecondato polemiche pretestuose o strumentalizzazioni politiche su un dibattito senza senso, ovvero zona traffico limitato sì oppure no. Ho sempre avuto chiaro il fine ultimo: il bene comune. Non ho mai cercato lo scontro, ma la sintesi virtuosa per il rinnovamento generale del quartiere. Il risultato di questo percorso renderà finalmente orgogliosi i commercianti e i residenti, restituendo al Paese il prestigio, la dignità e la bellezza che merita”.

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