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nessuna interferenza illecita

Riprende la lite nello spogliatoio del circolo tennis, fotografo assolto

In foto: l’aula Gip-Gup del tribunale di Rimini
l’aula Gip-Gup del tribunale di Rimini
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Un litigio per motivi banali scoppiato all'interno dello spogliatoio maschile del circolo tennis e padel di Riccione. Urla, insulti e un fotografo professionista di 33 anni, riminese, che estrae il proprio smartphone per documentare l'accaduto. In quella manciata di secondi finisce ripreso, a torso nudo per un istante, anche uno dei due uomini coinvolti nella discussione, un riccionese di 58 anni. Quel filmato, inviato successivamente via WhatsApp ad alcuni frequentatori del circolo, ha dato il via a un procedimento penale con la querela presentata nel settembre 2024. All'uomo era stato contestato il reato di interferenze illecite nella vita privata. La vicenda è approdata davanti al gup del tribunale di Rimini, Raffaella Ceccarelli, con l'imputato - assistito dagli avvocati Alessandro Catrani e Francesca Lotti - che ha scelto il giudizio abbreviato condizionato.

Nonostante le richieste di condanna e risarcimento avanzate dalla parte civile, e la sollecitazione della stessa Procura per un'assoluzione perché il fatto non costituisce reato, il giudice ha pronunciato una decisione ancora più netta: assoluzione "perché il fatto non sussiste".

"Io e la collega Lotti - spiega l'avvocato Catrani - siamo ovviamente molto soddisfatti per l’ampia assoluzione, una decisione che risulta tra l'altro molto interessante anche dal punto di vista giuridico circa l’esatta portata del concetto di luoghi di privata dimora e i limiti dell’acquisizione, in essi, di video riprese e audio attinenti la vita privata mediante l'uso di strumenti di ripresa visiva e sonora".  

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