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Fiume Po, resta l'emergenza

Ridracoli “tiene”. Nel riminese si consumano 1.939 litri d’acqua al secondo

In foto: Ridracoli (repertorio)
Ridracoli (repertorio)
di Andrea Polazzi   
Tempo di lettura 2 min
Lun 11 Lug 2022 13:54 ~ ultimo agg. 29 Mag 19:14
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Mentre resta alto l’allarme siccità in particolare nella pianura Padana dove il Po resta a livelli bassissimi, nel riminese la situazione idropotabile al momento resta sotto controllo grazie all’invaso di Ridracoli. Ad oggi il volume d’acqua è pari a 24.822.911 metri cubi, circa il 75% del livello massimo. Al 20 giugno l’invaso conteneva 28,2 milioni di metri cubi. Il consumo idrico in provincia di Rimini si attesta a 1.939 litri al secondo, rispetto ai 1.132 di Forlì Cesena e ai 1.640 di Ravenna. Ormai tutti i comuni hanno anche adottato l’ordinanza antispreco che vieta l’uso della risorsa idrica (per innaffiare il giardino, lavare la macchina o riempire la piscina) tra le 8 e le 21.

Come detto però resta gravissima l’emergenza siccità in Pianura Padana. L’autorità distrettuale, reduce dall’ultimo incontro, spiega che i livelli del fiume Po si sono stabilizzati al ribasso e rimangono ben al di sotto del minimo per poter allontanare lo spettro del danno ambientale nel Delta e di quello colturale nel resto del distretto. Le piogge sono, di fatto, assenti e le temperature si prevedono in rialzo nei prossimi giorni.
Il Segretario Generale, Meuccio Berselli (giunto al termine del proprio mandato) ha rimarcato come “in queste condizioni climatiche, sempre più frequenti negli ultimi dieci anni e difficilmente contrastabili negli effetti spesso prolungati, si imponga una improcrastinabile accelerazione e maggiore e più concreta attenzione da parte delle istituzioni chiamate a dare possibilità di intervento grazie al legislatore agli enti sovraordinati sul tema della disponibilità, raccolta e utilizzo della risorsa. L’acqua nel nostro paese è sempre stata disponibile ed il suo valore e costo intrinseco, relativamente basso rispetto al resto dei paesi europei, ne hanno fatto un elemento ambientale e produttivo quasi del tutto scontato per gli utilizzatori e anche la componente pubblica, deputata a comprenderne il vero valore e la rilevanza reale a 360°, non ha creato gli strumenti per raccoglierla, preservarla e utilizzarla con maggiore consapevolezza”.

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