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Ad inizio 2027 i bandi

Riccione. Concessioni e riqualificazione porto: nessuna prelazione per operatori

In foto: spiaggia e porto di Riccione
spiaggia e porto di Riccione
di
Redazione
   
Tempo di lettura 4 min
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Il Comune di Riccione procede nell’iter relativo alle concessioni marittime con l'obiettivo di attenersi alle tempistiche indicate dalla legge e con una procedura cadenzata, proporzionata al carico di lavoro degli uffici. Le scadenze ufficiali sono il 30 giugno 2027 per avviare le procedure di gara mentre il 30 settembre 2027  terminano le concessioni in essere.

Nella Perla Verde si parte, come già fatto anche a Rimini, dalle aree di solo arenile in cui le strutture a monte risultano di proprietà privata. Si tratta di 14 lotti le cui procedure termineranno entro la fine di novembre. La durata concessoria prevista è di cinque anni. Per le restanti concessioni balneari, l’avvio dei bandi è fissato per l’inizio del nuovo anno. L’intenzione del comune è di mantenere inalterato l’assetto attuale, in linea col disegno tracciato dal piano dell’arenile. L’oggetto della gara consisterà esclusivamente nella concessione dell’area per l’esercizio dell'attività. Riguardo alle consultazioni di mercato per la redazione dei bandi, queste si manterranno rigorosamente nell’alveo delle consultazioni pubbliche, senza prevedere l’apertura a manifestazioni di interesse spontanee. Per i manufatti di facile rimozione di proprietà del concessionario uscente, il Comune valuterà la possibilità di inserire nel bando una clausola per consentirne la proposta di vendita.
Per garantire regole omogenee, l’Amministrazione lavora per definire un’unica tipologia di procedura, applicabile in modo uniforme sia alle concessioni per gli stabilimenti balneari sia a quelle per i bar e la ristorazione. La durata delle nuove concessioni sarà stabilita dalla legge, con un arco temporale compreso tra cinque e venti anni, e l’assegnazione avverrà sulla base del piano economico e finanziario proposto da chi si aggiudicherà la gara. I criteri di valutazione seguiranno le direttive della normativa nazionale e i riferimenti che stanno emergendo dal bando tipo ministeriale, attualmente in fase di elaborazione.

Dal comune arriva però una precisazione sul partenariato pubblico-privato per la riqualificazione della zona portuale. Le aree comprese in questo perimetro saranno infatti escluse dalle normali procedure comparative per confluire nella pubblicazione mirata dell’oggetto della proposta. L’operazione, si legge in una nota, prevede un investimento di quattordici milioni e ottocentomila euro con la realizzazione di un parcheggio interrato in piazzale De Gasperi per liberare gli spazi in superficie, la demolizione e completa ricostruzione della Casa del Porto, un nuovo ponte pedonale sul canale per ricucire la passeggiata, l’ammodernamento della Darsena di Levante e interventi per l’accessibilità e la sostenibilità delle spiagge libere.

“Il Comune non compie alcun azzardo, ma agisce con la chiara visione di chi vuole riqualificare in modo radicale una delle zone più preziose della nostra fascia costiera”, spiega l’assessore Christian Andruccioli in merito all’affidamento di un comparto così strategico per il futuro di Riccione. “Abbiamo valutato con la massima attenzione il grande interesse pubblico a ottenere opere fondamentali per la città, infrastrutture che miglioreranno l’attrattiva turistica e la vivibilità di tutta l’area portuale, senza far gravare alcun costo sulle spalle dei cittadini. È una scelta politica precisa: governare i grandi investimenti privati per generare un beneficio collettivo evidente e duraturo nel tempo, tutelando l’ente in ogni singolo passaggio”. L’intera procedura, secondo l'amministrazione, garantisce infatti il totale trasferimento del rischio operativo sul futuro concessionario inoltre le proposte pervenute arrivano da operatori pienamente consapevoli che le recenti normative hanno del tutto escluso il diritto di prelazione. L’iter procederà in simultanea con il resto dei bandi: sono previsti sessanta giorni per la sollecitazione sul mercato europeo, al fine di raccogliere eventuali ulteriori manifestazioni garantendo pari condizioni di libera concorrenza per tutti, e novanta giorni per la messa a punto del progetto definitivo da mettere successivamente a gara.

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