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la querela della sindaca

Riccione, accuse di brogli sui social: in 10 a giudizio, c'è anche Pullè

In foto: sede del Comune di RIccione
sede del Comune di RIccione
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Dai social network alle aule di tribunale. La Procura di Rimini ha disposto il decreto di citazione diretta a giudizio per dieci persone, accusate di diffamazione aggravata per commenti e post pubblicati su Facebook. Tra gli imputati figura l'attuale segretario delle civiche di centro destra riccionesi, Fabrizio Pullè.

La vicenda affonda le radici nel giugno del 2023, quando il Tar annullò le elezioni comunali di Riccione, portando al temporaneo commissariamento dell'ente. Sulla rete esplose un'ondata di commenti che ipotizzavano presunti brogli, voti falsi, elezioni truccate e schede ballerine, rivolti direttamente alla sindaca Daniela Angelini e ai consiglieri comunali De Pascale, Righetti, Villa e Sapucci. Accuse che si sono rivelate del tutto infondate. Nel novembre successivo, infatti, il Consiglio di Stato ribaltò la decisione del Tar, chiarendo che le irregolarità riscontrate erano semplici errori formali di verbalizzazione e confermando la piena legittimità dell'elezione.

Assistiti dall'avvocato Piergiorgio Tiraferri, la sindaca e i consiglieri hanno quindi sporto querela, con l'obiettivo non soltanto di tutelare l'onore delle persone offese, ma anche di lanciare un segnale contro il fenomeno dei leoni da tastiera, ricordando che i social network non sono una zona franca e che diffondere accuse prive di fondamento comporta precise responsabilità penali. L'udienza predibattimentale è stata fissata il prossimo 14 dicembre davanti al giudice monocratico del tribunale di Rimini.

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