Revenge porn e ricatti all'ex amante: chiesto rinvio a giudizio per una 49enne
Foto e video a sfondo sessualmente esplicito, realizzati senza consenso e poi diffusi sulle chat WhatsApp della moglie e della figlia dell'ex compagno. È l'ipotesi di reato contestata dalla Procura di Rimini a una donna di 49 anni, originaria della Moldavia e attualmente residente nelle Marche. Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile di Rimini, la donna avrebbe avviato una pesante condotta persecutoria nei confronti dell'ex amante, un uomo di 57 anni originario della Puglia, dopo che quest'ultimo aveva deciso di interrompere la relazione clandestina.
Numerosi i messaggi vocali minatori inviati all'uomo, con la minaccia di mostrare tutto il materiale intimo ai suoi familiari. Una sorta di vendetta personale consumatasi con l'invio dei video a luci rosse, che certificavano il tradimento. Il sostituto procuratore Luca Bertuzzi ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio per revenge porn continuato e aggravato dal legame affettivo e dall'uso di sistemi informatici. L'imputata è difesa dall'avvocato Eleonora Merli del Foro di Pesaro, mentre la persona offesa è assistita dall'avvocato Canio De Rosa del Foro di Bari. Il giudice per l'udienza preliminare, Raffaele Defiorio, ha già fissato la data del confronto in aula: l'udienza preliminare si terrà il 14 gennaio 2027 al tribunale di Rimini.










