Riccione a Strasburgo: Villa Mussolini diventa modello di democrazia
“Abbiamo compreso che i luoghi non sono prigionieri della loro origine e che la pietra non ha una colpa: la colpa risiede soltanto nell’uso ideologico e liberticida che del patrimonio si può fare. Se un regime ha usato una villa per propagandare la discriminazione, la Repubblica ha il dovere di usare quello stesso spazio per educare alla libertà e ai diritti”. Con queste parole la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, è intervenuta a Strasburgo in occasione della 51ª Sessione del Congresso dei poteri locali e regionali, spiegando il senso profondo del percorso di rigenerazione che ha coinvolto Villa Mussolini. L’intervento della prima cittadina, accompagnata dalla vicesindaca con delega alla Cultura Sandra Villa, è avvenuto su invito formale della presidente del Congresso, Gunn Marit Helgesen.
La sindaca di Riccione è stata chiamata a intervenire nella sessione plenaria incentrata sulle memorie contestate, un ampio dibattito internazionale volto a esaminare in che modo le autorità locali e regionali possano gestire i siti storici controversi affinché contribuiscano positivamente alla democrazia e al rispetto dei diritti umani. Di fronte a delegate e delegati giunti da ogni parte del continente, l’amministratrice ha portato all’attenzione dell’assise la metamorfosi dell’edificio riccionese, ribadendo i valori fondanti del Consiglio d’Europa, la principale organizzazione internazionale del continente per la difesa dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto.










