Indietro
menu
PARLA LA SINDACA ANGELINI

Riccione a Strasburgo: Villa Mussolini diventa modello di democrazia

In foto: la sindaca a Strasburgo
la sindaca a Strasburgo
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

“Abbiamo compreso che i luoghi non sono prigionieri della loro origine e che la pietra non ha una colpa: la colpa risiede soltanto nell’uso ideologico e liberticida che del patrimonio si può fare. Se un regime ha usato una villa per propagandare la discriminazione, la Repubblica ha il dovere di usare quello stesso spazio per educare alla libertà e ai diritti”. Con queste parole la sindaca di Riccione, Daniela Angelini, è intervenuta a Strasburgo in occasione della 51ª Sessione del Congresso dei poteri locali e regionali, spiegando il senso profondo del percorso di rigenerazione che ha coinvolto Villa Mussolini. L’intervento della prima cittadina, accompagnata dalla vicesindaca con delega alla Cultura Sandra Villa, è avvenuto su invito formale della presidente del Congresso, Gunn Marit Helgesen.

La sindaca di Riccione è stata chiamata a intervenire nella sessione plenaria incentrata sulle memorie contestate, un ampio dibattito internazionale volto a esaminare in che modo le autorità locali e regionali possano gestire i siti storici controversi affinché contribuiscano positivamente alla democrazia e al rispetto dei diritti umani. Di fronte a delegate e delegati giunti da ogni parte del continente, l’amministratrice ha portato all’attenzione dell’assise la metamorfosi dell’edificio riccionese, ribadendo i valori fondanti del Consiglio d’Europa, la principale organizzazione internazionale del continente per la difesa dei diritti umani, della democrazia e dello stato di diritto.

All'Emiciclo del Consiglio d’Europa, la sindaca Daniela Angelini ha riassunto il percorso che ha portato il Comune ad acquisire definitivamente lo storico immobile lo scorso 15 maggio, definendolo "un grande atto di sovranità civica" contro le pressioni e gli esposti di forze politiche nostalgiche. Rifiutando sia la demolizione sia l'abbandono, la città ha scelto la "risemantizzazione democratica", convertendo un simbolo di potere autoritario in una casa comune aperta a tutti.
 
Oggi l'edificio è un polo espositivo internazionale di fotografia – che ha ospitato maestri come Robert Capa, Steve McCurry e Frida Kahlo –, ospita laboratori per scuole e università, celebra unioni civili e valorizza la civiltà balneare locale. Concludendo il suo intervento, la sindaca ha esortato i colleghi europei a non temere la complessità storica, dimostrando come la risposta più solida ai fantasmi del passato sia trasformare i luoghi di dolore in spazi permanenti di cultura, partecipazione e libertà.
Altre notizie