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Il comune deve rendere conto

Inchiesta Polizia Locale. Fratelli d'Italia chiede chiarezza e/o dimissioni

In foto: Il consigliere comunale di FdI Carlo Rufo Spina
Il consigliere comunale di FdI Carlo Rufo Spina
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Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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Non si placano le polemiche politiche sull'inchiesta che coinvolge il gruppo falchi della Polizia Locale di Rimini. Dopo la richiesta di chiarimenti arrivata in consiglio comunale, Fratelli d'Italia rincara la dose. "Il tentativo dell'assessore Juri Magrini di spostare il confronto sul presunto mancato garantismo del consigliere Carlo Rufo Spina non risponde alla domanda sollevata - si legge in una nota firmata dallo stesso Spina e da Alessandro Pierotti del dipartimento sicurezza del partito-: quali controlli esercita l'Amministrazione sulla Polizia Locale e quali responsabilità politiche intende assumersi?". 

I due esponenti meloniani evidenziano come il garantismo valga per gli indagati e "non può diventare uno scudo per coprire le proprie responsabilità politiche, né un comodo pretesto per delegittimare chi pone domande legittime". "Fratelli d'Italia - precisano - non ha mai sostenuto la colpevolezza degli agenti indagati, né in Consiglio comunale né al di fuori di esso. L'accertamento delle eventuali responsabilità penali spetta alla magistratura. Il consigliere Carlo Rufo Spina ha esercitato il proprio ruolo istituzionale, portando avanti un'iniziativa già avviata nelle scorse settimane e condivisa con il partito. Chiedere chiarimenti all'Amministrazione non significa emettere frasi: significa svolgere il proprio dovere nei confronti dei cittadini." Massima solidarietà quindi al Corpo della Polizia Locale. "Non accettiamo - attaccano - lezioni di garantismo dall'assessore Magrini o dal Partito Democratico. Il rispetto della presunzione di innocenza non può essere invocato a seconda della convenienza politica e non può sostituire le risposte che un amministratore deve alla città."

Spina e Pierotti mettono in fila poi alcune domande. "Nel marzo 2018, l'inchiesta “Old Frank” ha coinvolto gli agenti della Polizia Locale di Rimini. All'epoca, l'assessore di riferimento era Jamil Sadegholvaad, oggi sindaco. Non intendiamo sovrapporre vicende diverse né formulare giudizi anticipati. Ma quel precedente rende inevitabile una domanda politica: quali misure sono state adottate negli anni da parte della Giunta per rafforzare la formazione, i controlli interni e la prevenzione di comportamenti incompatibili con il ruolo e le responsabilità della Polizia Locale?". Fratelli d'Italia chiede anche se "sono stati predisposti percorsi di aggiornamento sulle procedure, sui limiti dell'azione degli operatori, sull'autocontrollo e sul rispetto dei diritti dei cittadini? Sono stati introdotti strumenti per verificarne l'efficacia? Quali garanzie può offrire oggi l'Amministrazione sul funzionamento dei sistemi di vigilanza e prevenzione?". I due sollevano poi un tema di chiarezza nell'indirizzo politico. "Da anni - dicono -, alle richieste di maggiore sicurezza e presidio del territorio vengono opposti i limiti delle competenze della Polizia Locale in materia di pubblica sicurezza. Oggi, davanti a procedimenti che sollevano interrogativi sul possibile abuso delle funzioni degli operatori, l'Amministrazione ha il dovere di spiegare con precisione quali poteri siano esercitati, entro quali limiti e con quali controlli". "L'Amministrazione - proseguono - chiarisca quali funzioni intende valorizzare per rafforzare la sicurezza urbana, quali limiti operativi riscontra e quali direttive e controlli accompagnano l'attività degli agenti. I cittadini hanno diritto a un indirizzo chiaro ea risultati verificabili". Ma c'è anche una proposta che arriva dai banchi della minoranza: "l'amministrazione presenti in Consiglio un piano di miglioramento dell'organizzazione e dei servizi della Polizia Locale, con obiettivi verificabili sulla presenza nei quartieri, sulla prevenzione, sulla formazione e sui controlli interni. Un percorso da costruire ascoltando il comando, gli operatori e le loro rappresentanze, per valorizzare chi lavora correttamente e rispondere meglio alle esigenze dei cittadini" le cui segnalazioni devono trovare ascolto. "Stiamo quindi chiedendo all'Amministrazione di dimostrare che prevenzione, formazione, controlli e presenza sul territorio siano priorità concrete, non parole da pronunciare soltanto quando esploderà una vicenda problematica". 

All'assessore Magrini Fratelli d'Italia chiede di dimostrare il corretto operato dell'Amministrazione attraverso atti, procedure e risposte ufficiali e se emergeranno carenze nella gestione e nella vigilanza, dovrà spiegarle, correggerle e assumersene la responsabilità politica. Analoga richiesta di chiarezza riguarda anche il comandante Andrea Rossi di cui vengono chieste le dimissioni. "È una richiesta che esprime la nostra valutazione sull'opportunità di aprire una nuova fase organizzativa, senza attribuire responsabilità personali per fatti ancora da accertare. L'obiettivo è rafforzare la fiducia dei cittadini e valorizzare la professionalità degli agenti attraverso una guida capace di accompagnare questo percorso di rinnovamento" motivano Spina e Pierotti. evidenziando che "la presunzione di innocenza degli agenti non esaurisce il tema delle responsabilità di chi governa e di chi dirige. Le eventuali responsabilità penali, quelle politiche e quelle organizzative devono essere valutate nei rispettivi ambiti, senza sovrapposizioni e senza sottrarre nessuno al dovere di rispondere del proprio operato". 

"Chi amministra - incalzano i due - deve ricordare di essere al servizio della comunità. Le risorse pubbliche provengono anche dalle tasse dei cittadini, che hanno diritto a servizi efficienti, trasparenza e rispetto. Chiedere conto del loro impiego è un diritto, non un'offesa alle istituzioni". E, infine, un nuovo riferimento all'assessore: "Magrini ha il dovere di rispondere" e "se non sarà in grado di documentare l'adeguatezza delle misure adottate e di affrontare eventuali carenze nelle responsabilità che gli competono, dovrà assumersi le conseguenze politiche del proprio ruolo, fino alle dimissioni. Al comandante Rossi chiediamo un passo indietro, per consentire l'apertura di una nuova fase nella guida del Corpo".



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