Referendum. L’Alta Valmarecchia unita in Emilia Romagna. Le ragioni del sì
Si andrà alle urne entro 6 mesi. Sarà il presidente della Repubblica a stabilire la data precisa. Sabato alle 17 al teatro sociale di Novafeltria ci sarà un incontro dal titolo ‘L’Alta Valmarecchia in Provincia di Rimini. Le ragioni del sì’.
Non un’ annessione ma un naturale ricongiungimento. Lo considerano così l’ingresso nella provincia di Rimini i sostenitori del sì al referendum dei 7 comuni della AltaValmarecchia. Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Sant’Agata Feltria, San Leo, Talamello. Per loro, il nulla osta della cassazione, è un passo importante per la realizzazione di un sogno, come lo chiama il comitato, atteso da anni. Tra i buoni motivi dell’annessione i servizi sanitari sociali e scolastici e la viabilità.
Un sogno possibile dunque, e molto vicino. Forse troppo. Pare infatti che l’appuntamento con le urne per i 17 mila abitanti dei 7 comuni, sarà solo tra sei mesi e non, come si sperava, in primavera.
I 7 comuni si estendono per 327 km quadrati e aggiunti ai 500 della provincia di Rimini, rappresenterebbero il 40% del territorio. L’eventuale vittoria risolverebbe anche le vecchie diatribe tra i comuni in questione e la provincia di Pesaro Urbino, accusata di essere poco presente e poco interessata ai problemi della Valmarecchia. Ma non ci sono solo i sostenitori. Il comitato del no si è costituito finora solo formalmente ed è sostenuto da confcommercio e confesercenti. Secondo i secessionisti, il fronte del no ha applicato la strategia del silenzio e dell’ostruzionismo.












