Presunta truffa milionaria ad Amazon, una condanna e quattro assoluzioni
Un presunto raggiro da circa un milione e duecentomila euro, orchestrato tra il 2015 e il 2016 ai danni di Amazon, si è chiuso davanti al Tribunale collegiale di Rimini con quattro assoluzioni e una sola condanna. La vicenda nasce dalle indagini della Guardia di Finanza su due aziende di telefonia e commercio elettronico nate nel Riminese. Secondo la ricostruzione accusatoria, in prossimità delle festività natalizie veniva promossa la vendita di prodotti elettronici sulla nota piattaforma di e-commerce, incassando i corrispettivi o fornendo falsi codici di spedizione per far scattare i pagamenti automatici, senza però mai consegnare la merce agli acquirenti.
A processo sono finite sei persone, due nate nel Riminese e quasi tutte residenti in provincia. Le contestazioni spaziavano a vario titolo dalla truffa fino alla bancarotta fraudolenta, all'autoriciclaggio e a reati tributari. Per il primo episodio di truffa è scattata la prescrizione. Nel merito, il Collegio presieduto dalla giudice Margherita Brunelli, ha assolto quattro imputati (difesi dagli avvocati Mattia Lancini, Paolo Brancaleoni, Alessandro Sarti e Stefano Brandina) "per non aver commesso il fatto". L'istruttoria ha dimostrato che si trattava di semplici dipendenti privi di ruoli gestionali o amministrativi. Il Tribunale ha invece riconosciuto la responsabilità penale di un solo imputato, un 48enne residente a Misano, difeso dall'avvocato Giampaolo Colosimo, condannato a tre anni e sei mesi di reclusione e al risarcimento di oltre 557mila euro in favore della parte civile Amazon. Per un sesto imputato la posizione era stata stralciata in un procedimento separato.










