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va cambiato modello

Piscine in spiaggia. Gli ambientalisti esprimono la loro contrarietà

In foto: pexels
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di
Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Le associazioni del Coordinamento ambientalista di Rimini ANPANA Rimini, dnA Rimini, ENPA Rimini, FIAB Rimini /“Camminando e Pedalando scrivono una lettera aperta alle istituzioni riminesi e alla comunità per esprimere la loro contrarietà a nuove piscine in spiaggia, approvate dalla variante al Piano dell’Arenile. "Si parla di utilizzo dell’acqua di mare tacendo sulla difficoltà di ottenere concessioni per la captazione e, soprattutto sulla necessità di rimetterla in mare dopo un filtraggio accurato e costoso perché non può entrare nel circuito fognario. Gli impianti che potrebbero sorgere sono, si pensa, una trentina solo nel riminese, senza considerare l’effetto emulativo in provincia: milioni di metri cubi che andrebbero ad incidere sulla già minacciata crisi idrica, una dimostrazione di scarsa sensibilità nei confronti di tutti i cittadini".

Ma la critica allarga l'orizzonte: "ragionare sul modello di sviluppo attuale con piccoli aggiustamenti estetici è intelligente? 38
gradi all’ombra fissi, 30 gradi in mare non dicono niente a nessuno? A breve, dicono i climatologi, aspettiamoci eventi atmosferici estremi, conseguenza dell’accumulo di energia in mare. E i nostri amministratori si preoccupano di mantenere e rafforzare i numeri del turismo. Già la “destagionalizzazione”, con l’aumento degli eventi a grande affluenza, pone continuamente in crisi la viabilità e gli spostamenti dei cittadini. Con queste temperature gli alberghi sono pieni ma le spiagge vuote perché invivibili climaticamente. La crisi climatica è irreversibile. Possiamo lavorare ad attutirne gli effetti aumentando il verde dovunque, deimpermeabilizzando il suolo, perché il calore venga disperso meglio e non accumulato, possiamo attutire gli effetti devastanti delle bombe d’acqua facilitando la filtrazione dell’acqua nel terreno e non mandandola tutta in mare.

Di fronte a questa situazione va ripensato il modello di sviluppo del turismo: "non più un modello di consumo ambientale ma un nuovo modello di armonia con l’ambiente, di rispetto, di restaurazione. Comprendiamo che questa logica non appartiene a chi è abituato a pensare a fare “sempre numeri
maggiori” ma la natura ci sta dicendo BASTA!

E' necessario intervenire sul mare e la spiaggia: "occorre prevedere che un aumento del volume dell’acqua porterà all’aumento del cuneo salino con problemi notevoli nelle infrastrutture costiere. L’acqua dolce, sempre più scarsa, deve essere conservata e va applicato il riuso perché l’acqua non si consuma, si sporca e quindi si può ripulire e riusare. Occorre salvaguardare le spiagge dall’erosione lasciando riformare, nelle aree più minacciate dune naturali che
possono salvaguardare il litorale. Occorre vietare il dragaggio dei fondali sotto costa e favorire la rinascita di piante acquatiche"

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