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6 secondi per la risposta

Numero unico di emergenza: 2,5 milioni di chiamate in un anno

di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Mar 10 Feb 2026 11:34 ~ ultimo agg. 13:57
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L'Emilia-Romagna traccia il bilancio dopo il primo anno di attivazione del numero unico europeo 112 per la gestione delle emergenze. Dal 3 dicembre 2024 al 4 febbraio 2026 (428 giorni), le due centrali uniche di risposta a Bologna e Parma, attivate in due momenti differenti 8con un investimento regionale di 7 milioni), hanno ricevuto oltre 2,5 milioni di telefonate in tutto, con una media giornaliera di 1.500 chiamate per milione di abitanti. Il 46% ha riguardato emergenze sanitarie, il 28% i Carabinieri, il 19% la Polizia di Stato e il 7% i Vigili del Fuoco. Meno di sei secondi il tempo medio della risposta. Come funziona? Il numero unico filtra le chiamate, eliminando quelle che non sono vere emergenze e inoltrando alle singole centrali di secondo livello le urgenze precise. Dopo questa prima fase sarà possibile includere anche le sedi di Polizia locale tra gli enti di soccorso.
A fare il punto è la Regione, in vista della Giornata europea del numero unico 112 che si celebra l'11 febbraio. 

"Oggi il Neu 112- sottolinea l'assessore regionale alla Sanità, Massimo Fabi- è diventato un punto di riferimento che ha permesso di migliorare la gestione delle emergenze nella nostra regione, grazie a un sistema complesso e ben organizzato, alla professionalità degli operatori e alla geolocalizzazione immediata. Un sistema di risposta ancora più veloce, altamente tecnologico e preciso, messo a punto con grande rigore insieme alle altre istituzioni coinvolte. A poco più di un anno dalla sua attivazione, anche grazie alla campagna di informazione della Regione, i dati confermano che i cittadini hanno imparato a conoscere un sistema che garantisce un punto unico di accesso alle emergenze", conclude Fabi.

Cosa succede quando si chiama il NUE 112

“Emergenza, di cosa ha bisogno”. “C’è una persona sospetta”. “Emergenza, l’ho già localizzata”. “Sto male e sono sola in casa”. “In che via si trova?”. “Non abbandoni la chiamata, resti in linea con me”. Due squilli e dalla Centrale unica di risposta, a Bologna o a Parma, rispondono con voce ferma e rassicurante. Il sistema di gestione delle chiamate permette alle Cur di ricevere in tempo reale l’identificativo e di localizzare in maniera rapida e immediata la posizione geografica dell’utente, riducendo il tempo di intervista di chi chiama. La telefonata viene processata e inoltrata al servizio di emergenza competente: solo quando le forze dell’ordine o il sistema di emergenza sanitaria vengono messi in contatto con la persona che ha chiamato, l’operatore si sgancia.
Ogni Cur, una a Bologna e una a Parma, prevede 24 postazioni di lavoro, più 8 di riserva per maxi emergenze, sulle quali si alternano, in più turni, 90 operatori tecnici (per ciascuna Cur). Gli operatori delle Cur garantiscono una prima risposta a tutte le chiamate di soccorso, che vengono classificate per tipo di emergenza e inoltrate, assieme ad una scheda contenente le informazioni anagrafiche e di localizzazione dell’utente, alle centrali operative competenti per funzione e territorio, che poi intervengono sul posto.
Nelle Cur si lavora su tre turni h24. Nella fascia diurna, dalle 8 alle 22, si registra il maggior numero di chiamate. Per ogni turno, mediamente, un operatore risponde a 150-200 telefonate. Ascolto, studio, training e test sono le fasi della formazione (che dura sei seƫtimane) degli operatori.

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