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Più agenti e aiuto per affitti

Imposta di soggiorno per la sicurezza. Magrini: accolta nostra proposta

In foto: alcuni dei nuovi mezzi
alcuni dei nuovi mezzi
di Redazione   
Tempo di lettura 6 min
Mar 10 Feb 2026 11:47 ~ ultimo agg. 12:42
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Quando i tempi sembravano ormai superati, dal Governo è arrivata invece la risposta che il comune di Rimini attendeva, anzi che aveva proposto tramite emendamento a seguito di un incontro col ministro Piantedosi al Meeting. Parte dell'incasso dell'imposta di soggiorno, che nel 2025 ha sfiorato a Rimini i 14 milioni, potrà essere dirottato nel capitolo sicurezza. Lo spiega l'assessore Juri Magrini citando la modifica apportata all'articolo 4 comma 1 del decreto legislativo 23 del 2011. La sicurezza si aggiunge così agli ambiti già previsti come il sostegno degli eventi, la promozione, il trasporto e il verde pubblico. L’idea del comune è quella di concertare i nuovi utilizzi dell'imposta con Prefettura e Questura e Magrini cita, ad esempio, il progetto che il Questore Morelli presenterà all’associazione Albergatori per migliorare la logistica dei rinforzi stagionali di Polizia, garantendo affitti più sostenibili agli operatori della sicurezza. "Potendo utilizzare adesso parte dell’Imposta di soggiorno - spiega l'assessore - il comune sicuramente giocherà in squadra e farà la sua parte". Anche perchè da una migliore logistica e sistemazione dell’accoglienza delle forze dell’ordine passa anche la possibilità di un aumento in pianta stabile degli organici, non solo in estate. Magrini spiega poi che le risorse aggiuntive permetteranno di dare impulso ai programmi già in corso di incremento degli organici della Polizia locale, ma serviranno anche per il pagamento degli straordinari notturni per poter contare su turni di lavoro aggiuntivi e per il completamento della rete di videosorveglianza. 
"E’ chiaro - conclude l'assessore -, dobbiamo stare con i piedi per terra, non ci avventuriamo in promesse e valuteremo collegialmente i progetti più utili all’obiettivo che deve essere di tutti. E quando l’obiettivo è comune diventano ancora più necessari il dialogo e la collaborazione istituzionale, come avvenuto in questo caso".  

Il commento dell'assessore alla sicurezza Juri Magrini

In pochi se ne sono accorti ma nel testo del nuovo decreto Sicurezza, approvato in Consiglio dei ministri pochi giorni fa, è inserita all’articolo 6 una disposizione che modifica il decreto legislativo n.23 del 14 marzo 2011 che altro non riguarda che l’applicazione dell’Imposta di soggiorno. Viene aggiunta infatti all’articolo 4 comma 1, quello cioè che definisce gli ambiti di destinazione dell’imposta (interventi in materia di turismo, ivi compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive, nonché interventi di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali ed ambientali locali) la possibilità di destinare parte del gettito ‘a finanziare anche iniziative in materia di sicurezza urbana da parte dei comuni’. 
In buona sostanza è quello che aveva proposto il Comune di Rimini, scritto e poi consegnato personalmente lo scorso agosto in forma di emendamento dal sindaco Jamil Sadegholvaad e da me al Ministro dell’Interno Piantedosi durante il Meeting 2025. A nostro parere, come avevamo suggerito allora a Matteo Piantedosi, si tratta di una modifica normativa che, a fronte della cronica difficoltà dello Stato in materia di incremento stabile degli organici delle forze dell’ordine di stanza sul territorio e della necessità di una città come Rimini che ormai per i tanti eventi fieristici, congressuali e sportivi riempie l’agenda tutto l’anno, consentirebbe di incrementare il livello di sicurezza reale e percepita delle comunità attraverso un miglioramento della logistica delle forze dell'ordine di stanza sul territorio, Polizie locali comprese, con la prospettiva di elevarne anche numero e dotazioni. 
E’ una novità che, una volta concluso l’iter procedurale, consentirà agli enti locali di operare con crescenti certezze e risorse su un fronte come quello della sicurezza che oggettivamente, e non da oggi, è elemento importante dell’attrattività turistica. Rimini, che secondo legge vigente investe i proventi dell’imposta di soggiorno su eventi, promozione (aeroporto in primis), trasporto e verde pubblico, sicuramente percorrerà ora concretamente questa strada inedita e lo farà in accordo con Prefettura, Questura nell’ambito del Comitato provinciale per l’ordine pubblico e la sicurezza. L’idea infatti è quella che le iniziative più efficaci che si possono mettere in piedi, anche utilizzando parte dell’Imposta di soggiorno, siano quelle concertate e integrate tra tutti i soggetti che in qualche modo si occupano di sicurezza sui territori. Faccio un esempio che in realtà è già più che un’ipotesi di lavoro che stiamo portando avanti insieme alla Questura. Di recente il signor Questore, dottor Ivo Morelli, ha anticipato l’intenzione di presentare all’associazione Albergatori un progetto per migliorare la logistica dei rinforzi stagionali di Polizia, garantendo affitti più sostenibili agli operatori della sicurezza. Tutto questo, che è condizione indispensabile, per potere contare su un numero maggiore di rinforzi nella provincia di Rimini. Bene, su un progetto come questo- logistica migliore per avere più rinforzi- il Comune di Rimini, potendo utilizzare adesso parte dell’Imposta di soggiorno, sicuramente giocherà in squadra e farà la sua parte. Abbiamo già detto più volte e pubblicamente come sia interesse nostro e di tutta la comunità riminese che a una migliore logistica e sistemazione dell’accoglienza delle forze dell’ordine possa e debba corrispondere un aumento nel numero di agenti e dotazioni a disposizione, non solo in estate ma in maniera permanente. Non solo: con questa nuova possibilità, valuteremo concretamente di dare ulteriore impulso ai programmi già in corso di incremento degli organici della Polizia locale, del pagamento degli straordinari notturni per potere contare su turni di lavoro aggiuntivi, del completamento della rete di videosorveglianza. 
E’ chiaro, dobbiamo stare con i piedi per terra, non ci avventuriamo in promesse e valuteremo collegialmente i progetti più utili all’obiettivo che deve essere di tutti. E quando l’obiettivo è comune diventano ancora più necessari il dialogo e la collaborazione istituzionale, come avvenuto in questo caso.  
 

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