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richiesta di una legge

Natalità bene comune. In Regione al via una petizione a sostegno della famiglia

In foto: lo stand al Meeting visitato dal Vescovo
lo stand al Meeting visitato dal Vescovo
di
Redazione
   
Tempo di lettura 5 min
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Sostenere la famiglia, mettendo al centro politiche concrete e strutturali. Nasce con questo obiettivo la petizione popolare promossa dal Forum delle Associazioni Familiari dell'Emilia-Romagna per chiedere una legge regionale organica sulla natalità e sul sostegno alla famiglia.

La petizione, indirizzata all’Assemblea legislativa, nasce dal lavoro e dal Documento programmatico elaborato dal Forum. L’iniziativa chiede alla Regione che sta predisponendo una legge sulla natalità con il supporto di un Intergruppo bipartisan costituito per volontà dell’assemblea legislativa, di puntare l’attenzione su alcuni campi fondamentali che portino in tempi brevi ad una legge capace di coordinare stabilmente gli interventi in materia di genitorialità e famiglia.

Quattro i pilastri

  • La nascita della famiglia: orientamento al lavoro per i giovani, impiego stabile e adeguatamente retribuito e misure di sostegno per l’accesso alla prima casa.
  • La nascita del primo figlio: potenziamento della conciliazione casa-lavoro, servizi educativi 0-6 anni flessibili e accessibili, supporto sanitario e sociale durante e dopo la gravidanza.
  • La nascita dei figli successivi: revisione delle tariffe locali introducendo il “Fattore Famiglia” (correttivo ISEE), riduzione delle tasse e dell’addizionale Irpef regionale, istituzione di una Carta Famiglia regionale e tutele mirate per i nuclei numerosi.
  • Comuni amici della famiglia: attivazione di un protocollo per diffondere una rete di amministrazioni locali impegnate nello scambio di buone pratiche e nella certificazione dei servizi familiari.

Tra i promotori ci sono anche le associazioni familiari di Rimini, che fanno parte del Forum Emilia Romagna. La prima raccolta firme è stata fatta durante il Meeting di Rimini, negli stand ANFN e Famiglie per l’accoglienza, visitate anche dal Vescovo Monsignor Nicolò Anselmi. A breve ci saranno anche iniziative pubbliche di sensibilizzazione. Nel frattempo è possibile aderire alla petizione nelle sedi sul territorio delle associazioni familiari ma anche  online 

Nel dettaglio

1. La nascita della famiglia

La legge è volta a creare condizioni favorevoli affinché i giovani possano costruire un progetto familiare stabile, senza doverlo rinviare a causa della precarietà lavorativa, economica o abitativa.

Si chiedono, in particolare:

• percorsi di orientamento, formazione e accesso al lavoro finalizzati a rafforzare l'autonomia personale e professionale dei giovani;

• incentivi alle imprese che adottano politiche favorevoli alla famiglia e alla genitorialità;

• misure per l’accesso alla prima abitazione, alla locazione agevolata e all’edilizia residenziale;

• iniziative di preparazione e accompagnamento alla vita familiare;

• valorizzazione e accompagnamento delle associazioni e delle realtà del Terzo settore impegnate nella formazione delle coppie e nella prevenzione delle fragilità relazionali.

2. La nascita del primo figlio

La legge è volta a promuovere condizioni favorevoli al passaggio dalla coppia alla genitorialità attraverso:

• una migliore conciliazione tra tempi di lavoro e tempi familiari;

• servizi educativi per la prima infanzia (0-6 anni) accessibili, diffusi e flessibili;

• misure per la conciliazione tra responsabilità genitoriali e compiti di cura nei confronti di persone non autosufficienti o con disabilità;

• il riconoscimento del valore sociale del lavoro di cura;

• misure di welfare aziendale e territoriale che rendano effettivamente possibile l'esercizio della maternità e della paternità;

 • informazione e prevenzione sui temi della fertilità e della sterilità;

• assistenza sanitaria, psicologica e sociale durante la gravidanza e nei primi anni di vita del bambino;

• accompagnamento alla maternità, alla paternità, alla vita nascente e alla genitorialità;

• interventi a favore delle famiglie affidatarie e adottive;

• valorizzazione del ruolo delle associazioni impegnate nell’accoglienza e nella promozione della famiglia.

3. La nascita del secondo figlio e dei figli successivi

La Regione è chiamata a promuovere misure che evitino che ogni nuova nascita determini impoverimento o esclusione dai servizi.  Si chiedono:

• la revisione delle politiche tariffarie regionali e locali, attraverso strumenti correttivi dell’ISEE quali il Fattore Famiglia o il Quoziente familiare;

• riduzioni delle tasse e dell’addizionale regionale Irpef in funzione del numero dei figli a carico;

• l’istituzione di una Carta Famiglia regionale, collegata a riduzioni tariffarie e convenzioni pubbliche e private;

• misure specifiche per le famiglie numerose con tre o più figli, con particolare riferimento alla casa, alla mobilità, ai veicoli adeguati, al turismo e alla partecipazione dei figli alle attività educative, sportive, culturali e sociali.

4. Un protocollo regionale per i Comuni amici della famiglia

La legge dovrà prevedere l’attivazione di un Protocollo regionale per la diffusione del Network dei Comuni amici della famiglia. Il Protocollo dovrà accompagnare i Comuni nella realizzazione di politiche familiari integrate, promuovendo lo scambio di buone pratiche, la formazione degli amministratori e degli operatori, l’assistenza tecnica agli enti locali, i percorsi di adesione e certificazione e la verifica dei risultati raggiunti. Il Network consentirà di tradurre i principi della legge in interventi concreti e misurabili, valorizzando il protagonismo dei Comuni e costruendo una rete stabile di amministrazioni impegnate nella promozione della natalità e del benessere familiare. 

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