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omicidio colposo

Morì assiderato dopo la fuga dalla casa di riposo, condannati i gestori

In foto: Antonio Brisigotti, aveva 93 anni
Antonio Brisigotti, aveva 93 anni
di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Si è chiusa con la condanna di moglie e marito, rispettivamente amministratrice di diritto e proprietario della casa di riposo di Bellaria Igea Marina da cui nel febbraio del 2021 scomparve il 93enne Antonio Brisigotti. Il Tribunale monocratico di Rimini ha inflitto una pena a sei mesi di reclusione ciascuno per omicidio colposo in concorso, disponendo anche il risarcimento dei danni in sede civile.

L’anziano, originario di Macerata Feltria e affetto da alzheimer e demenza senile, si era allontanato dalla casa di riposo ed era stato ritrovato privo di vita dopo giorni di ricerche all’interno di un camping, poco distante, chiuso nel periodo invernale. L’autopsia accertò la morte per assideramento. Nel corso del procedimento, la difesa (rappresentata dagli avvocati Gianni e Alessandro Frisoni) ha sostenuto che l’assistenza e la gestione del personale fossero interamente appaltate a una cooperativa esterna. Di diverso avviso i legali della parte civile, gli avvocati Roberto Landi e Mauro Crociati del Foro di Rimini e Paolo Dominici del Foro di Urbino, che hanno contestato gravi carenze nella vigilanza, evidenziando l'assenza di allarmi su porte e finestre e la presunta carenza di organico tra infermieri e oss.

A pesare anche un precedente allontanamento di Brisigotti, avvenuto soli cinque giorni prima della tragedia, quando l’anziano fu rintracciato dai carabinieri lungo i binari della stazione con una ferita alla testa dovuta a una caduta. Medicato e riaccompagnato in struttura, era stato collocato in una dependance per la quarantena Covid, da dove è poi avvenuta la seconda, fatale fuga. Scontato, da parte dei coniugi (68 anni lei, 71 lui) il ricorso in Appello.

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