Addio al bollo auto nel 2027. La scelta del Governo, l'introito però è regionale
Addio al bollo auto e moto. Dal Consiglio dei ministri è atteso il via libera all'abolizione per le vetture di piccola e media potenza e per i motocicli. Ma ogni cittadino avrà diritto ad una sola agevolazione. Qualora risultino più auto agevolabili, l'esenzione è riconosciuta quindi per una sola di esse ed è applicata a quella con la minore potenza, espressa in kW. In caso di pari potenza, l'esenzione è applicata all'autovettura per la quale risulta dovuto, in assenza dell'agevolazione, l'importo meno elevato della tassa automobilistica.
Il provvedimento riguarda tutti i motocicli e oltre il 70% delle auto attualmente in circolazione (quelle con potenza non superiore a 80 kW), nel complesso circa 14,5 milioni di veicoli. L'esenzione si applica ai versamenti della tassa automobilistica il cui termine ordinario di pagamento cade nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2027.
"Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani", sono le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
Da sottolineare però che il bollo auto viene introitato, non dallo Stato, ma direttamente dalle Regioni o dalle Province Autonome in cui risiede il proprietario del veicolo. In Emilia Romagna la giunta guidata da Michele de Pascale, proprio dal 2026, aveva ritoccato al rialzo del 10% l'ammontare della tassa automobilistica. L’incremento, stabilito dalla Legge regionale n. 1/2025, mirava a sostenere i servizi sanitari e la sicurezza del territorio, dopo anni senza aumenti. L'esecutivo ha comunque assicurato che saranno trasferite "risorse equivalenti".
“L’abolizione del bollo per milioni di auto e per i motocicli rappresenta un risultato importante e soprattutto una risposta concreta alle famiglie italiane. È una battaglia che Forza Italia porta avanti da tempo, coerentemente con una linea politica che punta a ridurre la pressione fiscale e a lasciare più risorse nelle tasche dei cittadini”. Lo dichiara Rosaria Tassinari, deputata e vice coordinatrice regionale di Forza Italia in Emilia-Romagna.
“Parliamo di una tassa che incide ogni anno sui bilanci familiari e che riguarda un bene che, soprattutto nei nostri territori, molto spesso non è affatto un lusso, ma uno strumento indispensabile per andare al lavoro, accompagnare i figli a scuola, raggiungere i servizi e affrontare gli spostamenti quotidiani. Per questo la sua riduzione fino all’abolizione per una platea così ampia ha un significato molto concreto”.










