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Mamma avvocato riminese scrive al Miur: denuncia operato case editrici

di Redazione   
Tempo di lettura 2 min
Mer 12 Set 2012 12:50 ~ ultimo agg. 15 Mag 22:46
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L’avvocato Mariacristina Fabbri è mamma di tre bambini che frequentano l’elementari e le superiori. Per ridurre la spesa per i libri e i materiali scolastici anche quest’anno, sin dalla fine di giugno, l’avvocato, racconta, ha cominciato a cercare libri usati fra parenti e amici, ma si è scontrata con una spiacevole sorpresa: quella dei cosiddetti libri misti appunto.

Se infatti il Governo aveva fatto un decreto ad hoc sul tema dei libri scolastici (con i D.L. 112/2008 e 137/2008) per, attraverso prescrizioni per le case editrici scolastiche, porre limiti alla pubblicazione continua da parte loro di edizioni nuove, queste, secondo l’avvocato, di fatto aggirerebbero la norma.

Attualmente le pubblicazioni prevedono un testo principale in formato cartaceo, intergrato da materiali on line. Proprio a causa dei materiali non cartacei, non è sempre possibile utilizzare i libri di un fratello maggiore denuncia l’avvocato: diverse case editrici, infatti, non consentono l’accesso al materiale digitale se non con un codice personale stampato su un cartoncino allegato alla nuova edizione mista e in ogni caso valido soltanto per l’anno scolastico nel quale viene attivato.

Insomma, denuncia l’avvocato, si verifica “ricatto” da parte di quelle case editrici che non consentono il libero accesso ai materiali digitali. “In ogni caso il Ministero per limitare i danni”- scrive la Fabbri – “potrebbe semplicemente obbligare tutte le case editrici a rendere accessibile liberamente la parte digitale del testo misto che quando è stato acquistato è stato pagato per tutte le sue componenti, ivi compresa la parte digitale legata a quell’edizione”.

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