Maltrattamenti alla fidanzata, rampollo riminese finisce a processo
Nuovi guai giudiziari per un 39enne appartenente ad una nota e stimata famiglia riminese, rinviato a giudizio il 9 maggio scorso dal gup di Rimini Raffaele Deflorio per i maltrattamenti nei confronti dell’ex fidanzata. Il prossimo 10 luglio, quindi, difeso dall’avvocato Piero Ippoliti Martini, dovrà comparire davanti al tribunale monocratico di Rimini per l’inizio del processo.
Era stato il padre dell’allora fidanzata del rampollo riminese a presentarsi in questura a Rimini (nella primavera del 2022) per denunciare le percosse e le umiliazioni che la figlia era costretta a subire. Lei, infatti, era troppo innamorata per inguaiare il suo compagno, come disse ad un passante che nell’estate del 2021 la soccorse in strada dopo che il 39enne, durante una lite iniziata al ristorante, l’aveva colpita con violenti schiaffi al volto. Dalle indagini della Squadra Mobile, coordinate dal sostituto procuratore Davide Ercolani, erano emerse una serie di aggressioni fisiche e psicologiche dettate anche dall’abuso di alcol e droghe. Condotte violente che nel giugno del 2022 avevano spinto il gip di Rimini, Vinicio Cantarini, ad emettere nei suoi confronti una misura di custodia cautelare in carcere.
Un’indole violenta, quella del 39enne riminese (già arrestato in passato per altre vicende), confermata anche da una precedente sua ex convivente. La donna all’epoca raccontò agli investigatori di aver subito aggressioni quando scoprì di essere rimasta incinta. Lui avrebbe cercato inutilmente di convincerla ad abortire e, proprio per l’inscalfibile convinzione della donna nel voler portare a termine la gravidanza, l’avrebbe percossa con calci diretti alla pancia e alla schiena.
Il 39enne, nel corso dell’interrogatorio di garanzia, aveva ridimensionato le accuse a suo carico, parlando di un rapporto burrascoso e negando di aver percosso la fidanzata.










