Trovare casa a Rimini è sempre più difficile, anche per chi ha un lavoro e un reddito regolare. Per rispondere a questa emergenza, lo scorso 8 settembre è stato inaugurato al 21° piano del Grattacielo un nuovo spazio di co-housing, nato dalla collaborazione tra la cooperativa sociale Eucrante e l’Associazione Arcobaleno, proprietaria dell’appartamento. In questi giorni i primi colloqui e le candidature dei futuri inquilini.
Il progetto è rivolto a uomini lavoratori che faticano a trovare un’abitazione sul mercato privato. L’appartamento prevede spazi privati e ambienti comuni, per coniugare autonomia personale e condivisione. La cooperativa si occuperà della gestione della casa e dell’accompagnamento degli ospiti, anche attraverso una figura di tutor che aiuterà il gruppo nella convivenza e nella gestione delle eventuali difficoltà. «L’obiettivo non è semplicemente offrire un tetto, ma creare le condizioni per un’esperienza positiva di autonomia abitativa e crescita personale», spiega Debora Debebe, presidente di Eucrante da giugno.
La scelta del Grattacielo non è casuale. Per Debebe, l’edificio rappresenta già una «piccola comunità verticale», un luogo in cui si incontrano storie e percorsi di vita differenti. Il co-housing vuole valorizzare proprio questa dimensione, trasformando l’abitare in un’occasione di relazione, condivisione e sostegno reciproco. L’esperienza nasce in un contesto in cui la difficoltà di trovare casa non riguarda più soltanto le persone in condizioni di grave fragilità economica. «Incontriamo sempre più spesso lavoratori, coppie, famiglie monoparentali e persone con contratti regolari che, nonostante entrate stabili, non riescono a trovare una casa», racconta la presidente.
È la cosiddetta fascia grigia: persone che non hanno i requisiti per accedere ai servizi dedicati all’emergenza abitativa, ma non riescono neppure a sostenere i costi e le garanzie richieste dal mercato privato. A pesare è anche la pressione turistica, che spinge molti proprietari a preferire gli affitti brevi, riducendo l’offerta di alloggi disponibili tutto l’anno.
Per la presidente di Eucrante, progetti come questo possono offrire risposte concrete, pur senza risolvere da soli un problema strutturale. Servono politiche pubbliche capaci di aumentare l’offerta abitativa accessibile, incentivi per rimettere sul mercato gli immobili inutilizzati, fondi di garanzia per i proprietari e investimenti nell’housing sociale. «La casa non può essere considerata esclusivamente un investimento finanziario: è una condizione essenziale per l’inclusione sociale, per il lavoro, per la salute e per la partecipazione alla vita della comunità», conclude Debora Debebe.
Il progetto si trova al Grattacielo di Rimini, in viale Principe Amedeo 11, al 21° piano. Prevede 7 posti letto.
Per ricevere informazioni o presentare una candidatura (se uomini e lavoratori) è possibile scrivere alla cooperativa Eucrante all’indirizzo progettazione.eucrante@gmail.com.
Silvia Sanchini
foto: Claudio Maria Lerario





















