Indietro
menu
condanna con pena sospesa

Lavoravano in albergo con documenti falsi. Arrestate dalla Polizia di Stato

In foto: Polizia di Frontiera
Polizia di Frontiera
di
Redazione
   
Tempo di lettura 2 min
Tempo di lettura 2 min

La Polizia di Frontiera di Rimini ha arrestato due donne di nazionalità moldava, impiegate all'interno di una struttura alberghiera della provincia di Rimini, che utilizzavano falsi documenti d'identità romeni per poter lavorare regolarmente in Italia.

L'operazione è scattata nell'ambito dei controlli straordinari predisposti dalla Polizia di Frontiera di Rimini durante la stagione estiva. Gli agenti della Polizia di Frontiera, nell’ambito di un’attività investigativa nata dall’analisi dei flussi in ingresso dei cittadini moldavi, individuavano alcuni target nei confronti dei quali effettuavano degli approfondimenti. Infatti, durante un controllo in un’attività alberghiera, insospettiti da alcune incongruenze sui documenti presentati per l'assunzione dalle due lavoratrici, hanno avviato accertamenti mirati. Gli esami tecnici, espletati da personale esperto di falso documentale della Polizia di Frontiera di Rimini, sulle carte d’identità rumene esibite dalle due donne hanno confermato i sospetti degli inquirenti: i documenti, apparentemente rilasciati dalle autorità della Romania – Paese membro dell'Unione Europea –, erano in realtà contraffatti in modo sofisticato.

Grazie alla falsa cittadinanza comunitaria, le due donne riuscivano ad aggirare le normative sull'immigrazione e sui flussi di lavoro per i cittadini extra-UE, ottenendo contratti di lavoro che altrimenti avrebbero richiesto visti e permessi di soggiorno regolari. Per entrambe è scattato l'arresto in flagranza di reato con l'accusa di possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi validi per l'espatrio. Al termine delle formalità di rito, le due cittadine moldave sono state messe a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per il giudizio direttissimo di questa mattina che si è concluso con la convalida degli arresti e la condanna per entrambe a 10 mesi e 20 giorni di reclusione, pena sospesa.

Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare eventuali responsabilità e per chiarire se vi siano altri soggetti coinvolti nella vicenda. L’episodio odierno si inserisce nell’ambito dei controlli rafforzati predisposti dalla Polizia di Frontiera di Rimini che, dall’inizio dell’anno, ha portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria di 32 persone, di cui 16 tratte in arresto, al sequestro di n17 documenti falsi al Respingimento alla Frontiera di 70 persone.

Altre notizie