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dovrà risarcire lo stato

Lavora a scuola con un falso diploma, la Corte dei Conti condanna 41enne

di
Lamberto Abbati
   
Tempo di lettura 2 min
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Ha presentato un diploma con il massimo dei voti, cento centesimi, autocertificando il possesso della qualifica di operatore dei servizi di ristorazione ottenuto in Campania. Un titolo che gli ha permesso di scavalcare decine di candidati onesti e ottenere contratti di lavoro come collaboratore scolastico. Ma quel titolo di studio era in realtà un documento completamente falso, ottenuto in una sessione d'esame "fantasma" che non è mai stata indetta. Protagonista della vicenda è un uomo di 41 anni, nato in provincia di Salerno. All'epoca dei fatti, il dipendente lavorava all'interno di istituti scolastici del Riminese. A far crollare il castello di carte è stato proprio l'Ufficio Scolastico di Rimini, che accorgendosi delle anomalie sul diploma del bidello, ha inviato nel giugno del 2023 una dettagliata denuncia di danno erariale alla Procura contabile.

Le indagini hanno svelato un collaudato sistema di falsi diplomi emessi da un istituto paritario del Salernitano. Nel caso specifico, la pergamena presentava persino un numero di matricola appartenente a un'altra scuola statale estranea ai fatti, e i verbali d'esame recavano le firme falsificate dei docenti della commissione. Inutili le tesi difensive del lavoratore, che sosteneva di non essere a conoscenza della falsità del diploma e che le mansioni erano comunque state svolte con diligenza e senza richiami. Per i giudici contabili il dolo è inequivocabile: chi ottiene una qualifica in una sessione d'esame straordinaria ad agosto, a cui non ha mai preso parte, non può non sapere. il 41enne è stato quindi condannato a risarcire 16.000 euro al Ministero dell'Istruzione e del Merito. Una somma che corrisponde al 40% degli stipendi che ha indebitamente percepito grazie a quel falso documento.

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