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Rivestiti.Due giorni per parlare di moda, ma soprattutto per provare a cambiarla

In foto: la sfilata
la sfilata
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Redazione
   
Tempo di lettura 3 min
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Due giorni per parlare di moda, ma soprattutto per provare a cambiarla. È stato questo il senso di “Rivestiti – Punto a capo”, il festival che lo scorso fine settimana ha animato gli spazi dell’ex Ospedalino del Museo della Città di Rimini, coinvolgendo migliaia di cittadini tra laboratori, talk, esposizioni e iniziative dedicate alla sostenibilità e ai diritti umani.

Tante le associazioni e le realtà del territorio che hanno contribuito a trasformare il giardino e gli spazi comuni del museo in un luogo di incontro e confronto, accompagnando il pubblico verso una transizione del mondo della moda più etica, sostenibile e rispettosa delle persone.

I talk hanno affrontato i temi del riuso e della transizione ecologica con Guido Puccinotti e Riccardo Evangelisti di Gruppo Hera, Gabriele Valentini, presidente di Campo Lavoro Missionario, e Francesca Tonelli della cooperativa La Fraternità di Bologna. Si è parlato anche di lavoro e diritti con Priscilla Robledo, della campagna “Abiti Puliti”, che ha raccontato la vicenda di Uniche Unite, il gruppo di ex lavoratrici de La Perla protagonista di una importante mobilitazione sindacale.

Particolarmente significativo l’incontro con le responsabili di Manigolde, sartoria sociale di Finale Emilia, invitata da Lazzaro proprio per conoscere da vicino un’esperienza concreta di economia circolare, formazione e inclusione. Un modello dal quale imparare in vista del prossimo passo: la nascita di Abiti Liberi, la sartoria sociale promossa da Lazzaro.

A chiudere il festival, è stata la Rimini Social Runway, una sfilata speciale in cui i modelli non erano professionisti, ma persone comuni di ogni età, forma ed estrazione sociale. Una passerella capace di trasformare la moda in una festa collettiva, inclusiva e senza stereotipi.

Prima della sfilata, Pacha Mama ha consegnato al sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad e all’assessora alle Politiche giovanili Francesca Mattei il riconoscimento di Rimini come “Comune equo e solidale”, attestazione legata all’attenzione dell’amministrazione sui temi del commercio equo e della sostenibilità.

Abiti Liberi, il progetto di Lazzaro che vuole trasformare gli abiti recuperati in nuove possibilità: meno sprechi, più formazione, inclusione lavorativa e comunità. La campagna di crowdfunding per avviare la sartoria è attiva sulla piattaforma Idea Ginger, con un obiettivo di 20mila euro destinati all’acquisto di macchinari, attrezzature e allestimenti.
“Mettici una pezza anche tu!” è l’invito di Lazzaro alla città.

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