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il dolore come maestro

La perdita che genera nuovi inizi. L'impegno di 'Scintille di fede' nelle scuole

In foto: Loredana e Matteo a scuola
Loredana e Matteo a scuola
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Sab 14 Feb 2026 08:23 ~ ultimo agg. 08:36
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Si è da poco concluso l’ultimo incontro del ciclo scolastico per l’associazione Scintille di Fede. Un progetto che ha già raggiunto oltre duemila studenti per insegnare che "la luce può vincere anche il buio più fitto". Da tre anni, questa iniziativa attraversa i corridoi delle scuole primarie, secondarie e superiori, portando un messaggio che va ben oltre il programma didattico: "la capacità di restare in piedi quando tutto trema".

Il successo e la diffusione capillare del progetto sono stati resi possibili anche grazie a una collaborazione strategica. È stato infatti fondamentale il supporto di VolontaRomagna, che ha agito come un vero e proprio ponte tra l’associazione e le istituzioni scolastiche. Grazie a questo legame con il Centro di Servizio per il Volontariato, "Scintille di Fede" ha potuto trovare ascolto e accoglienza in numerosi istituti, creando una rete di solidarietà che mette al centro il benessere delle nuove generazioni.

Loredana e Matteo

L’associazione affonda le sue radici in una prova durissima: la perdita, nel 2018, del figlio Federico, che da il nome all’associazione. Tuttavia, quando i relatori entrano nelle scuole, la loro testimonianza non indugia sul racconto della perdita, ma si focalizza su ciò che quel vuoto ha insegnato.

L'obiettivo, spiegano Loredana e Matteo, genitori di Federico, "non è narrare un addio, ma condividere una scoperta: il dolore, se accolto, può essere un ottimo maestro. Nelle aule non si parla di fine, ma di nuovi inizi. I ragazzi imparano che la sofferenza non è un vicolo cieco, ma un terreno su cui costruire una consapevolezza più profonda. Proprio i momenti più difficili, se guardati senza paura, possono diventare il motore per migliorare la propria esistenza e scoprire una forza interiore inaspettata".

I numeri testimoniano l'urgenza di questo messaggio: in questo triennio, il totale degli studenti incontrati ha superato abbondantemente quota 2.000. duemila storie, duemila paure e duemila speranze che si sono incrociate con la missione che Loredana e Matteo portano avanti.

Il titolo del progetto, “Siamo nati per essere felici”, "può sembrare quasi una sfida provocatoria in un’epoca segnata da ansie e fragilità. Eppure è proprio questa la consapevolezza che i ragazzi portano a casa dopo ogni incontro: la felicità è una scelta di coraggio che si rinnova giorno dopo giorno".E questa trasformazione non riguarda solo gli studenti. Anche i relatori, Loredana e Matteo, raccontano di uscire "ogni volta profondamente arricchiti dal dialogo con i ragazzi: dalle loro domande sincere, dalle emozioni condivise e da quella forza sorprendente che nasce quando fragilità e speranza si incontrano". "Un impegno che guarda al futuro In un mondo che spesso nasconde le fragilità sotto il tappeto, Scintille di Fede insegna a non averne paura. Il bilancio di questo anno scolastico è estremamente positivo, confermando quanto sia fondamentale offrire ai giovani spazi di ascolto e speranza concreta. Perché la vita ha sempre l’ultima parola".

Il ciclo di quest'anno si sia appena concluso, l'associazione è già al lavoro per programmare i nuovi incontri. Dirigenti, docenti e rappresentanti d'istituto che desiderano portare il progetto "Siamo nati per essere felici" nelle proprie classi per il prossimo anno scolastico possono già manifestare il proprio interesse.

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