Piano idrogeologico. Legacoop preoccupa: imprese presentano osservazioni
Occorre "mettere in sicurezza la Romagna", ma distinguendo tra aree che hanno avuto problemi alluvionali e aree nelle quali il problema ha un impatto inferiore o irrilevante. Legacoop Romagna conferma le preoccupazioni delle imprese per il nuovo Piano per l'assetto idrogeologico del fiume Po messo a punto dall'Autorità di bacino distrettuale. Un provvedimento che blocca almeno 500 milioni di euro di investimenti, necessari al consolidamento economico della Romagna e alla tenuta dell'occupazione, in tutti i settori. Le imprese, annuncia la centrale, stanno definendo le osservazioni da presentare al Pai, ma intanto sono già fermi investimenti che avevano terminato un lungo iter autorizzativo. Nei giorni scorsi, insieme a Legacoop Romagna, hanno evidenziato anche il Comune di Rimini, preoccupato per le ripercussioni sul progetto di ampliamento della Fiera e Ance che ha richiamato al rischio di una nuova crisi dell’edilizia e di future delocalizzazioni produttive da parte delle imprese. Non solo. Pochi giorni fa l'Autorità di Bacino ha pubblicato le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni nella scala più appropriata, con tre diversi scenari di probabilità: scarsa, media ed elevata probabilità di eventi estremi. Dunque ora si può davvero valutare in profondità il punto di caduta applicativo del decreto: da qui l'appello di Legacoop Romagna a sindaci, amministratori romagnoli e Regione: "Siamo consapevoli dell'entità della sfida, che deve essere coraggiosa, responsabile e visionaria, ma libera dagli steccati ideologici, perché se la Romagna si fermasse, a farne le spese maggiori sarebbero ancora, nuovamente, i suoi cittadini"












