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il caso a Villa Verucchio

Raccolta fondi per i fatti di capodanno. I familiari a ViVilla: cosa blocca?

In foto: Villa Verucchio-01-2025 – Sparatoria Villa verucchio striscione solidarietà carabinieri. © Manuel Migliorini – Adriapress.
Villa Verucchio-01-2025 – Sparatoria Villa verucchio striscione solidarietà carabinieri. © Manuel Migliorini – Adriapress.
di Redazione   
Tempo di lettura 3 min
Ven 13 Feb 2026 19:05 ~ ultimo agg. 19:19
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Continua a essere un caso la raccolta di fondi avviata dall'asp ViVilla di Villa Verucchio un anno fa, con l'intenzione di raccogliere fondi a favore della difesa del maresciallo Luciano Masini, che nella notte di Capodanno 2024 aveva sparato, uccidendolo, a un giovane che lo stava minacciando con un coltello dopo avere aggredito la stessa notte altre persone. A seguito dell'archiviazione, con il riconoscimento della legittima difesa, le spese per la difesa tecnica del Luogotenente Masini sono state integralmente coperte dalla Compagnia assicurativa con la quale l’Arma dei Carabinieri aveva stipulato il contratto

Sulla pagina della raccolta online ViVilla ha quindi informato che entro il 18 gennaio tutti coloro che hanno versato somme di denaro avrebbero potuto revocare la donazione eseguita e chiedere la restituzione di quanto donato direttamente sulla piattaforma GoFundMe.

Le somme non richieste dai rispettivi donatori (43mila euro, dopo le revoche), sarebbero state "tempestivamente versate a favore del Luogotenente Luciano Masini (che le destinerà a scopi benefici e per la sicurezza del territorio) e a favore delle persone ferite". Ma la situazione si è complicata perché oggi Stefania Montebelli, a nome delle famiglie dei due ragazzi feriti, scrive:

"Prendiamo atto da una comunicazione dell'associazione promotrice Vivilla, che la stessa non verserà le somme raccolte a beneficio delle vittime brutalmente aggredite. La cosa però non ci stupisce, in questo lungo periodo, non siamo mai stati contattati personalmente, né invitati alle assemblee decisive come ci avevano detto. Anzi il mese scorso, a raccolta conclusa, quando le vittime restavano le uniche beneficiarie (dato il venir meno della causale di copertura delle spese legali del carabiniere) hanno deciso unilateralmente senza accordo, consultazione e approvazione, di aggiungere a loro discrezione un’ulteriore causale, che nulla ha a che vedere con il rifondere il militare di spese che avrebbe dovuto sborsare per difendersi. Oggi l’unica evidenza è che chi ci ha chiesto l'iban più di un anno fa e ha celebrato solidarietà pubblicamente per il sangue versato, non vuole versare le donazioni raccolte a favore dei nostri ragazzi e alla coppia.

Tutti loro, ci preme ricordare, stanno continuando invece a sostenere spese e a sopportare le conseguenze per i danni morali, fisici ed estetici ricevuti. Per questo ieri abbiamo inviato al legale dell’associazione una proposta di accordo da sottoscrivere per la divisione equa in cinque parti. La speranza è che finalmente si metta la parola fine alla questione, se così non sarà la piattaforma dovrà restituire ai donatori quanto raccolto. Ci sembra assurdo che per l’entità della solidarietà ricevuta, che ricordiamo esser stato l’unico gesto immediato e concreto di vicinanza alle vittime, dobbiamo sottoporre un atto formale e sperare che Vivilla si decida a disporre i bonifici dei soldi donati. Se così non fosse, sarà chiaro che dovranno dire a tutti, chi o cosa stia impedendo di procedere".

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